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Freud e l'inconscio

L'intuizione che nell'inconscio fosse latente un grande potere di propulsione e di guarigione, spinse il giovane medico Sigmund Freud, agli inizi del 900, a portare le sue ricerche in questa direzione nell' obiettivo di dare ordine e razionalità ad una sorta di magma ribollente e semisconosciuto quale era allora il concetto di "inconscio".

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L’intuizione che nell‘inconscio fosse latente un grande potere di propulsione e di guarigione, spinse il giovane medico Sigmund Freud, agli inizi del 900, a portare le sue ricerche in questa direzione nell’ obiettivo di dare ordine e razionalità ad una sorta di magma ribollente e semisconosciuto quale era allora il concetto di “inconscio”.

Proprio in quegli anni infatti, si lasciò alle spalle i suoi lavori di neurofisiologia e le varie ricerche sugli effetti e l’uso della cocaina, per dedicarsi ad un lungo tirocinio presso l’ospedale generale di Vienna, specializzandosi in neuropatologia.

Questo momento fu molto importante e fecondo per la sua carriera, perchè le sue esperienze cliniche lo portarono ad apprezzare il grande potere dell’ipnosi. Con l’ipnosi, la persona preda di manifestazione patologiche, poteva ricordare o rivivere aspetti del passato che non affioravano alla coscienza, ed il materiale sepolto, venendo alla luce, portava consapevolezza, conoscenza, e remissione dei sintomi, portava ad un equilibrio sentito come “normalità”.

Gli studi e le esperienze “catartiche” con l’isteria, lo convinsero sempre più che la ricerca verteva sul quanto era sepolto, nascosto nell‘inconscio e che i sintomi isterici scomparivano quando si poteva, sotto ipnosi, collegarli ad eventi “traumatizzanti” del passato. Freud andava sempre più precisando il suo “determinismo psichico”, cioè la convinzione che ogni atto della vita psichica (dimenticanza, lapsus, motto di spirìto) fosse da collegarsi con l’inconscio, e che la vita psichica stessa fosse da mettere in connessione con l’istinto sessuale.

Molti disagi psichici dell’individuo erano, per Freud, da relazionarsi a desideri ed impulsi sessuali inconsci, e questa scoperta lo portò ad abbandonare gli studi sull’isteria per concentrarsi nell’esplorazione di questa nuova teoria che, insieme al transfert ed alle associazioni libere, divenne il fondamento della sua dottrina che egli definì ” psicoanalisi”, abbandonando il temine di “catarsi” usato fino ad allora.

Prestare attenzione ai sogni, alle parole, ai ricordi dei suoi pazienti, divenne fondamentale per Freud. Era un modo per arrivare a quanto è stato dimenticato o è nascosto nell‘inconscio e che, attraverso i meccanismi della resistenza e della rimozione, veniva mantenuto lontano dalla coscienza.

Riconoscere la centralità di questo materiale inconscio fu il primo importante contributo alla struttura teorica dei meccanismi della psiche e dell‘inconscio.


Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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