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Segni del nostro tempo e sogni collettivi

Impossibile negare che il format "reality show" sia quello più seguito e che cattura l'audience più alta. Lo confermano i dati, ma soprattuto le impressioni ed i discorsi della gente comune, dei giovani, nonchè bambini e adolescenti che, riconoscendo e seguendo i vari personaggi che di volta in volta si susseguono, ne fanno eroi popolari.

reality show

Reality Show: Eroi e simboli di un mondo dove tutto è possibile, dove si può emergere senza nessun merito particolare, se non quello di avere una faccia particolare, o un carattere particolare, o una “mancanza” di carattere particolare.

Un mondo dove maturare, crescere, conquistare con sacrificio ed impegno non serve. Qui ci vuole solo la capacità di “bucare il video”, di sostenere rapporti interpersonali a volte sfidanti, a volte meschini o beceri. O l’abilità di superare le difficoltà create all’uopo, l’azione, lo spettacolo, il confronto e la rivalità.

Mettere a nudo i sentimenti o gli istinti a seconda delle situazioni, mettere in risalto le pseudo celebrità che hanno un cuore, o una rabbia, o una debolezza e che si confrontano con le avversità e con la benevolenza dello spettatore, che sono lì per dimostrare, per mettersi in gioco, per agire….. e che lo spettacolo continui!

Segni di un tempo, il nostro tempo, che si cerca di impoverire collettivamente, in cui le menti ed a volte i cuori vengono presi al laccio da immagini fittizie spacciate per vere, in cui la sfacciata “realtà” delle situazioni, spesso smaccata e volgare, ha la pretesa di divenire “verità”, di sostituirsi ad una visione della vita forse più sobria ed incerta, ma sicuramente più dignitosa.

Segni di un tempo in cui le menti giovani non hanno modelli che non contemplino l’ apparenza, ed in cui confondersi e fondersi con questo “sogno” collettivo creato ad arte, ha come unico obiettivo annichilire la mente e la capacità critica, in cui questa pseudo intimità e pseudo conoscenza dei personaggi, favorisce la perdita di contatto con la propria realtà.

E ci si dimentica allora dei prezzi che crescono, dello stato della scuola e della sanità e delle condizioni in cui si trova chi con la vita vera ha “veramente” a che fare. E si fantastica su un mondo fittizio in cui emozioni, difficoltà e dolori altrui, narcotizzano o annientano il contatto con se stessi e con i propri sogni.


Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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