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Attualizzare o interpretare i sogni?

Da sempre l’umanità si è accostata ai sogni con il medesimo interesse, la medesima voglia di scoprire.....

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Si parla di sogni ed immediatamente si pensa all’ “interpretazione “… ogni persona, di fronte ad un sogno ricordato, bello, interessante o angosciante, sente il desiderio di “sapere”, di “capire” cosa c’è dietro, qual è il significato. Tutto ciò è umano ed indice di curiosità e di fantasia.

Da sempre l’umanità si è accostata ai sogni con il medesimo interesse, la medesima voglia di scoprire. Per gli antichi sognare era una attività importante e per nulla sottovalutata, che veniva salutata con piacere o con preoccupazione, ed onorata con il consulto di un oracolo.

Era necessario trovare il seme di verità, il messaggio inviato dalla divinità del momento. Anche in seguito, quando il concetto di una rudimentale psiche si fece strada, l’idea di un messaggio tagliato su misura per il sognatore, rimase l’assunto fondamentale che spingeva a ricercare un sapiente, un saggio, un interprete.

Arrivando alle soglie del 900 con Freud e Jung il metodo principale per comprendere i sogni rimase quello interpretativo, quindi basato sul concetto: “Questo vuol dire questo…” In seguito, lo sviluppo della psicologia umanistica negli anni 60 - 70, ha portato nuove esperienze, nuove idee non rinchiuse rigidamente all’interno di una scuola: possiamo ricordare l’Imagery di derivazione junghiana, utilizzata sia in Gestalt che dalla Psicosintesi , il dialogo interiore dei personaggi, il rientro guidato nel sogno, i metodi di oggettivazione legati all’esperienza della popolazione Senoi e ripresi da S. K. Williams, tutte tecniche orientate a riportare il sognatore alla sua esperienza notturna durante lo stato di veglia, quindi tese ad attualizzare il sogno.

Attualizzare un sogno vuol dire riportare il sogno alla realtà del sognatore…, avvicinare il sognatore al suo >sogno e far sì che possa risperimentarlo per intero, o in alcuni aspetti, con la stessa intensità emotiva provata durante lo stato onirico. E’ un metodo molto legato al “sentire” e ha l’obiettivo di mantenere nel sognatore un contatto con l ‘inconscio e con la forza di propulsione dal sogno originata.

Diventa necessario allora, imparare a fare domande sul sogno stesso e sui personaggi che vi compaiono, e partire dall’assunto che nessuno può ricavare la “verità” dal sogno di un altro. Da questo punto di vista il sognatore è il migliore interprete del suo sogno.

L’interpretazione è la traduzione delle immagini del sogno in “concetti” attraverso l’uso di simboli ed un linguaggio di riferimento, è un lavoro di razionalizzazione ed ordinamento dei simboli che può allontanare dal sogno. E’ legato alla mente, al “capire”.

Il rischio di questo tipo di lavoro sta nella quota di proiezioni appartenenti all’interprete che possono passare nel lavoro di decifrazione, e che, nonostante il sognatore non riconosca come sue, vengono accettate come verità, solo perchè vengono da una fonte autorevole.

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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo