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Il popolo dei sogni

Secondo quanto riportato da Stewart, i Senoi fin da piccolissimi venivano addestrati a controllare i propri sogni....

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Conosciamo i Senoi grazie agli studi di Kilton Stewart, psicologo ed antropologo americano vissuto negli anni trenta che, nella pubblicazione Dreams Theory in Malaya ne parla per la prima volta, elencando i molti metodi di lavoro con i sogni, ma soprattutto rilevando l’importanza data al processo dei sogni.

La cultura dei sogni dei Senoi ha prodotto, secondo gli studi, un assetto sociale stabile, con una bassa incidenza di disturbi mentali e disadattamento sociale. Il benessere generale e la pace sembravano garantiti dalla ricerca di un progetto comune, che scaturisse dalla condivisione dei sogni.

Secondo quanto riportato da Stewart, i Senoi fin da piccolissimi venivano addestrati a controllare i propri sogni, a cambiarne personaggi e situazioni sgradevoli, mentre gli adulti si impegnavano in veri e propri progetti onirici, seguendo quanto sognato.

Credevano nell’importanza di restare in contatto con il proprio sogno e di affrontare il nemico che poteva presentarsi nella situazione onirica, ma credevano anche nel sostegno e nelle indicazioni creative che il resto della comunità poteva fornire al riguardo. Era infatti consuetudine riunirsi, per condividere i sogni e ricavarne nuovi spunti utili e nuovi riti propiziatori. L’assunto di base di questa visione riguardava l’interscambio tra realtà e sogno, e la medesima importanza attribuita ai due aspetti dell’esperienza.

I metodi di lavoro onirico utilizzati dai Senoi della Malesia si concentravano quindi principalmente sul controllo dei sogni e sulla rielaborazione di questi in stato di veglia, attraverso lo scambio, gli atti rituali, le drammatizzazioni collettive e l’integrazione di quanto scaturito in modelli positivi di comportamento, che confluissero poi in schemi sociali.

Oggi i Senoi e la loro cultura di sogno” non esistono più. Molti studiosi dubitano anche delle ricerche di Stewart e dell’importanza da lui attribuita alle abitudine oniriche di questo popolo. In altre culture tribali legate ai ritmi naturali, la condivisione e l’elaborazione dei sogni nel gruppo, è un fenomeno già osservato e per nulla raro. Si pensi agli indiani Irochesi e agli aborigeni autraliani.

Nonostante ciò, la pubblicazione di Stewart ha avuto, dagli anni ‘50 in poi, grande seguito, colpendo l’immaginazione e l’interesse della gente comune, ma anche degli “addetti ai lavori”. Ricordiamo Strephon Williams Kaplan fondatore dell’Istituto Junghiano-Senoi che ha centrato parte del suo lavoro e della sua ricerca, sulle tecniche del popolo Senoi.

Popolo che rimane il simbolo per eccellenza di una cultura finalizzata ad elevare la coscienza e migliorare la vita quotidiana attraverso il ricordo e l’utilizzo dei propri sogni.


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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo