

Il ” femminile” è l’archetipo che riunisce tutti gli aspetti legati all’intuito ed alla ricettività. Identificato con la ricettività Yin nelle culture orientali, con l’anima junghiana in quelle occidentali (la parte femminile inconscia nell’uomo), si esprime nelle proprietà dell’emisfero destro attraverso il pensiero analogico, sintetico, intuitivo e si manifesta nella mano sinistra (il contrario per i mancini).
E’ una sub-personalità che esiste in ogni individuo, maschio o femmina, ma nella donna porta le qualità dominanti del suo spirito, nell’uomo è presente come opposto, che per certi aspetti si può integrare.
Al femminile interiore sono legate la capacità di sognare e percepire, le sensazioni, le immagini e le visioni, ma pure le funzioni del sentimento e dell’ emotività, che si esprimono nella cura dei rapporti, dei figli e delle cose, nella ricerca della “bellezza”, nel desiderio di una “crescita” nella relazione, ma pure nella irrazionalità, nella mancanza di limiti, in una ricerca di “fusionalità” che può essere soffocante.
Il femminile presenta infatti anche un lato oscuro, che può essere distruttivo e divorante. Pensate a quante figure di questo tipo si ritrovano nei miti, nelle favole e, al giorno d’oggi, al cinema: la madre terribile, la strega, la matrigna, la traditrice, la dark lady, l’assassina…..
E’ molto legato alla modalità inconscia. Quando facciamo qualcosa senza sapere perchè, sentendo una spinta che viene da dentro, stiamo seguendo questa energia archetipica che ha la capacità di muoversi verso l’ignoto, comprendere l’insieme di una situazione, cogliere tutti i particolari, pensare in modo globale, trovare connessioni.
Al femminile appartengono sensualità, fecondità e capacità di procreare, e questa spinta biologica si esprime simbolicamente nel proteggere e dare calore, nella creatività ed espressività artistica o artigianale, nelle opere manuali, nell’abilità di realizzarle.
Il femminile nei sogni appare attraverso numerosi simboli: laterra, la luna, la grotta, la notte, ma pure nelle figure femminili e nei loro ruoli: la madre, la nonna, l’infermiera, la sacerdotessa, l’adolescente, l’amante, la prostituta…..e riconnette il sognatore con i bisogni del suo corpo, con la necessità di rallentare le attività ed ascoltarsi, col riuscire a stare nel dolore, col sentimento della comprensione e dell’empatia.
E’ un archetipo legato al “sentire”, alla consapevolezza del mistero, all’inizio ed alla fine della vita, all’utero ed alla tomba.
L’energia archetipica del femminile non è riservata per diritto di nascita alle donna, non coincide con la femminilità biologica, ma agisce nella psiche individuale di ogni individuo. Ma quando è sviluppata, equilibrata, accettata ed espressa favorisce nella donna la possibilità di vivere la sua condizione con pienezza e con piacere, nel contatto intimo col suo corpo e la sua creatività, ma anche nell’apprezzamento della sua mente, della sua fantasia, della capacità di vedere oltre.
Questi sono i doni dell’ archetipo del femminile. E se la donna non riesce ad avere accesso a questi doni, dai quali discende consapevolezza di se’ e fiducia nel proprio potenziale, se non riesce ad “immaginare” la propria vita, è allora che diventa “vittima dell’immaginazione altrui”.
Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo
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