

Non voglio pensare al “buon tempo andato” che è sempre buono solo dopo che è passato, ma ho un po’ di nostalgia dettata dallo spleen…..tornare indietro subito ai giorni di dicembre, all’aria del Natale. Ai sogni che accendeva. Al freddo che è pungente, la neve che cadeva.
La neve che c’era a Natale! E freddo. E dentro a casa mia, vetri appannati e odori caldi e densi. Bambini e giochi, pianti e sgridate….voci di grandi, sbuffi e risate.
Dolci, colori pastello e lustrini. Luci, magie, l’alberello. Addobbi di vetro soffiato, riflessi. Figurette di cioccolato. E la stagnola lucente, promesse, caramelle.
Colori e luci negli occhi. Sogni. Bambini intenti e incantati. I regali della mattina.
E la tavola è più lunga. Il brodo caldo, i cappelletti. Natale. E’ bello mangiare, si beve insieme e fa caldo. La nonna che porta le noci, schiocchi, risate, odor di mandarini.
Natale. Fuori è ormai buio. Si accendon le luci rosse, gialle, verdine rincorrono le ombre sul muro.
Ed ogni immagine sfuma nell’altra, per ogni Natale diverso: persone, ricordi, colori, come un libro che si sfoglia.
Ogni cosa che cambia nel ritmo del tempo che passa. Nel caldo di tutti i Natali passati; il caldo che è dentro e che ancora fa sognare e riempie di luce la mia casa, la testa di colori e idee. Sorprese. Novità. E ancora sogni. Se ancora sogni. Ancora un altro Natale.
Marzia Mazzavillani © Opera protetta da licenza C.C.
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