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Old boy

Il sogno sfuma nella realtà e il protagonista si trova all’aperto, libero sul tetto di un palazzo in cui cresce un’erba stentata. Da quell’istante il suo unico scopo di vita è capire e vendicarsi.

old boyTitolo: Old boy
Regia: Park Chan-Wook
Anno: 2004
Durata: 120′
Origine: Corea
Genere: Thriller
Tratto da: Fumetto Manga di G. Tsukiya E N. Minegishi
Distribuzione: LUCKY RED (2005)
Cast: Choi Min-Sik Hye-jeong Kang

Dae-su Oh (Min-Sik Choi)è un uomo normale ed ordinario, con una vita normale. Il giorno del compleanno della figlia Mi-Do ( Hye-jeong Kang) dopo essere stato rilasciato per ubriachezza molesta, viene rapito e rinchiuso. Non perchè, non sa come, ma non ha possibilità di fuga.

Tenta anche il suicidio, ma senza successo. Passa il tempo, 15 anni per la precisione, ma non riesce a capire chi possa odiarlo tanto da tenerlo prigioniero. Dalla televisione apprende la notizia dell’ assassinio della moglie, di cui viene accusato.

Viene liberato dopo un sogno-visione procuratogli dal comando ipnotico del suono di una campanellina. Il sogno lo mostra in un grande prato verde mentre si libera con veemenza da una valigia in cui è rinchiuso. Ilsogno sfuma nella realtà e il protagonista si trova all’aperto, libero sul tetto di un palazzo in cui cresce un’erba stentata. Da quell’istante il suo unico scopo di vita è capire e vendicarsi.

Secondo film della trilogia basata sulla vendetta composta da ‘Sympathy for Mr Vengeance’ e ‘Sympathy for Lady Vengeance’ del regista Park Chan-wook, è tratto dall’omonimo famoso fumetto manga, ed è stato presentato a Cannes dove ha ricevuto il Grand Prix du Jury .

Marni-commento: Film crudo e violento con una struttura scenica rigorosa. Dalle scene iniziali frammentarie e senza nessuna concessione all’estetica, la storia acquista via via una maggiore fluidità catturando lo spettatore, fino a sfociare nella parte finale fatta di ricordi, dolore e dramma. “Ridi e il mondo riderà con te, piangi e piangerai da solo” è la frase che ritorna come leit motiv nel film, ad indicare la solitudine e la pena del protagonista. Memorabile la scena in cui il protagonista, in un ricordo flash dell’adolescenza, spia da dietro il vetro il gioco erotico del suo aguzzino.


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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo