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Il Bambino magico

Il bambino magico è l’aspetto di noi che ha il contatto con l’essenza, che sa cosa siamo venuti a fare nella nostra realtà e perché, e soprattutto che ha consapevolezza delle nostre qualità, dei[...]

bambino magico

Il bambino magico è l’aspetto di noi che ha il contatto con l’essenza, che sa cosa siamo venuti a fare nella nostra realtà e perché, e soprattutto che ha consapevolezza delle nostre qualità, dei nostri talenti e non ha paura di esprimerli.

Il bambino magico sa godere della realtà come di un dono, e sa trasformarla trovandone sempre il meglio. Essere in contatto con il proprio bambino magico vuol dire essere in sintonia con quello che la vita ci porta, e avere fiducia che in quello che arriva c’è sempre qualcosa per noi di bello, di buono, di utile.

Il bambino magico
ha fede, crede nella vita e ci sta dentro senza paura.

Mi piace molto parlare del bambino magico, perché, anche se molti non lo sentono, so che è una parte della personalità ben viva che, una volta risvegliata compie veramente magie.

“ Disse Trilly al suo fedele amico Peter Pan: Io sono in quella zona tra sonno e veglia, quando ti ricordi ancora i sogni, lì ti amerò, lì è il mondo delle fate, lì i sogni diventano realtà.”

Questa frase ci riporta al mondo fantastico delle fiabe, ma anche alla magia che i sogni ed i desideri possono ancora esercitare nella nostra vita di adulti.

Per questo tutti gli anni sotto Natale io propongo il Seminario del Bambino Magico.

Questo è un lavoro bello ed intenso che dura solo una giornata e che è anche molto divertente. Non sono richieste particolari qualità, solo la voglia di desiderare, di sognare, di far scendere il livello del desiderio nella propria realtà, la voglia di entrare in contatto con il proprio bimbo interiore e trovare il coraggio di lasciarlo esprimere.

Nel corso di questa giornata prepareremo il Collage dei desideri: tutto quello che vogliamo entri nella nostra vita, dalle cose più importanti che possono riguardare l’amore o il nostro percorso interiore, a quelle più superficiali.Il collage è una mappa dei nostri desideri anche quelli più inconsci e che ancora non conosciamo. E’ questa la magia.

Componendo il collage possiamo sentirci attratti da una forma o da una immagine senza nemmeno sapere perché. In questo caso è bene lasciare che sia, fidarsi delle nostre sensazioni, perché tutto quello che mettiamo sul collage ha un senso, e tutto ci appartiene.

Il collage mette nero su bianco quello che vogliamo per noi. Gli dà forma, lo fa emergere. Questo è il primo passo, il secondo sarà avere il proprio collage sotto gli occhi il più possibile, quindi metterlo in un posto nostro, intimo, in cui possiamo vederlo sempre anche senza prestargli attenzione. Il nostro inconscio farà il resto.

Ammirare il proprio collage, vederlo bellissimo (la maggior parte dei collage lo sono), sentire gioia nel vederlo, sentire gratitudine per il lavoro fatto e, soprattutto, sentire la fiducia che arriverà ciò che vogliamo e che è giusto che arrivi, tutto questo sarà lo stimolo quotidiano che porterà il nuovo nella nostra vita.

Il collage fatto in gruppo, con la preparazione adeguata che porta ad un contatto con il proprio bambino interiore, è un lavoro dolcissimo e divertente, ma che agisce molto in profondità. L’energia del gruppo agisce, influisce ed aiuta tutti, la concentrazione che si raggiunge è maggiore, la soddisfazione che se ne ricava anche. Vedere il lavoro altrui alla fine è un piacere ulteriore, uno stimolo.. altri individui che come noi desiderano, che immaginano, che giocano con il loro bambino interiore.

Ci tengo a ribadire però che, nonostante esista questo aspetto ludico, il collage che io propongo è una cosa estremamente seria e che “funziona”. So per certo che in alcuni corsi di formazione per manager usano lo stesso sistema per aiutare le persone a chiarire i loro obiettivi e a perseguirli. Il collage è bello, è fantasioso, è giocoso, ma “funziona”, per cui attenti a ciò che chiedete perché potrebbe realizzarsi.

Mi è capitato spesso, guardando il mio collage di scoprire qualcosa che si era realizzato, che era arrivato nella mia vita ed a cui non avevo fatto caso. Io sono talmente affascinata dai miei collage che spesso non mi preoccupo del desiderio che c’è dietro e che mi ha spinta a crearlo.

Mi lascio andare alla bellezza e sono grata per questo, e quindi tutte le volte sono doppiamente stupita e felice, quando mi accorgo che tutto arriva.

Lascio che sia, ringrazio ed ho fiducia.


Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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