Il valore dei sogni

Spesso sono così vividi da sembrare realtà. O così bizzarri da stupirci. Ma possiamo considerarli una vera e propria esperienza? Ebbene sì, i sogni valgono come pezzi della nostra vita. E servono anche a qualcosa....

donna che sognaUn articolo di Rossana Pecorara indaga sulle ricerche di Maurizio Tirassa, professore associato di Storia della Psicologia presso l’Università di Torino e Antonella Carassa, Professore di Psicologia della Comunicazione presso l’Università Svizzera di Lugano, che vertono sul valore dell’esperienza onirica.

I due studiosi stanno per pubblicare uno studio nel libro “Sogni e psicoterapia ” (Bollati Boringhieri) e sostengono che i sogni: “…sono pezzi di vita vera, perchè li riconosciamo come parte della nostra esperienza, perchè sappiamo riconoscerli, interpretarli, narrarli a noi stessi ed agli altri nella continua costruzione e ricostruzione di senso che facciamo di noi stessi e del mondo”

Ma allora cos’è il sogno?

Secondo i due studiosi, se la mente è prima di tutto deputata all’interazione con il mondo, allora anche il sogno, come ogni cosa mentale, ha una natura interattiva. L’idea che il sogno sia la costruzione unilaterale di una interazione, sembra in grado di spiegarne alcune caratteristiche salienti. Quando sogniamo, siamo partecipi del mondo sognato ed in esso completamente immersi, ed è qui che si genera la forte sensazione di coinvolgimento tipica del sogno, perfino maggiore di quella che proviamo nella veglia.

Ma di cosa sono fatti i sogni?

“Nei nostri sogni, nella maggioranza dei casi, ci sono le stesse cose (o le loro proiezioni fantastiche) che ci sono nella veglia” spiega Maurizio Tirassa ” e, in generale, sono influenzati dai temi rilevanti nel periodo che stiamo vivendo….perchè sono le cose con le quali interagiamo o potremmo interagire, nei mondi reali o possibili della nostra veglia, che la nostra mente è preparata ad incontrare”

L’ultimo punto da chiarire però è se sognare serva a qualcosa. E se sì a cosa. Secondo alcuni neurofisiologi, i sogni non servirebbero a nulla: sarebbero solo un effetto collaterale del funzionamento cerebrale. Ma ciò non spiega perchè i sogni abbiano la natura di storie organizzate e connnesse a temi di vita per noi rilevanti. La maggior parte degli psicologi sostiene che i sogni servano a migliorare la capacità di pensare ai problemi intellettuali ed emotivi che ci affliggono e possibilmente trovare soluzioni sensate.

Esitono anche altre teorie interessati ed innovative sulla possibile funzione del sogno. Secondo Antti Revonsuo, ricercatore dell’Università di Turku (Finlandia), i sogni servirebbero a simulare eventi minacciosi, esercitando la mente a percepirli ed evitarli.

La proposta di Carassa e Tirassa è simile, ma più ampia.Il sogno può essere visto come esplorazione di ogni interazione possibile e non solo di quelle minacciose. Il sogno può essere concepito come qualcosa di molto simile alla fantascienza o alla realtà virtuale: si mette un essere umano (noi stessi nei sogni) in una situazione che sia almeno un po’ strana e si sta a vedere come riesce a cavarsela. A noi sembra che questa esplorazione valga di per se’“concludono Tirassa e Carassa ” ma se si vuole trovare un’utilità più diretta, la si può vedere come un eccellente esercizio per le situazioni altrettanto imprevedibili e strane che potremmo incontrare nella nostra vita”.

“….il sogno, con il suo potere trasfigurativo, costituisce per gli artisti di tutti i tempi un tema di grande fascino, insuperabile metafora della realtà interiore, dell’inconscio più profondo ed inesprimibile ” scrive Vilma guida di Arte moderna, nel suo articolo “Sogni. Visioni tra simbolismo e liberty”. Leggi il seguito <<

Liberamente tratto da ” Il Valore dei sogni “di Rossana Pecorara su Quark- novembre 2004

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