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Cantare nei sogni

Cantare nei sogni può avere il valore di invocazione, richiesta di aiuto o richiamo erotico, può essere simbolo di armonia interiore, di creatività e della forza necessaria per esprimerla.

cantare sogni sarah brightman

Cantare realtà del mondo diurno è un modo per comunicare con musica e parole cercando canali più sottili per arrivare alla mente ed al cuore.

Ed anche questo spiega la popolarità del Festival di Sanremo come rito collettivo di fine inverno e come radicata tradizione italiana.

Il canto è una forma di espressione primordiale ed arcaica, legata all’individuo ed alla comunicazione di qualche messaggio, sentimento o lode religiosa che nei sogni diviene sublimazione della parola, elevazione di questa, potenza creativa.

Quando ci si trova a cantare nei sogni è importante fare attenzione a ciò che il canto trasmette, alla melodia, alla musica di sottofondo, alle parole che accompagnano, al titolo della canzone, alla qualità del canto che può essere allegro e ritmico, oppure triste e malinconico, appassionato ed intenso perchè questo fornisce una preziosa indicazione per comprendere il sogno.

Cantare nei sogni può avere il valore di un’ invocazione, di richiesta d’ aiuto o richiamo erotico, può essere simbolo di armonia interiore, di creatività e della forza necessaria per esprimerla.

Cantare sentendo soddisfazione e gioia è legato alla grazia, all’autostima, al sentirsi in pace con se stessi, ad un rapporto gratificante con la natura e con lo spirito.

Se il canto è riconoscibile, è molto facile che il titolo e le parole costituiscano un indizio importante che si leghi alla realtà del sognatore o ai suoi bisogni. A volte, questo genere di sogno è quasi privo di immagini, e solo l’aspetto della melodia e del suono viene rilevato, al punto da essere messo da parte o considerato allucinazione uditiva. In realtà la scarsità di immagini e la centratura sulla parola o sulla musica, rende questi sogni ancora più affascinanti ed importanti per la comprensione della realtà del sognatore, come si può rilevare nei due esempi seguenti:

Giovanna, sogna regolarmente, la strofa di una canzone di Lucio Battistidi cui sente distintamente parole e melodia. Solo quella. E’ diventata un sogno ricorrente. Il sogno- canzone, che per lei non ha alcun senso si intitola: “Era”. E le prime parole sono:

“Era aprile, era maggio era chi lo sa…era bello o era bella solo la sua età…”

E’ stato molto interessante accorgersi di quanto queste parole riflettano in pieno il senso di struggimento per il tempo passato e per le possibilità della giovinezza, che Giovanna, in un periodo di pre-menopausa, sta vivendo in forma negativa.

Roberta sogna di trovarsi seduta a cerchio con i suoi familiari in una sala nella casa dove abitava una volta, e tutti appaiono contenti, sorridenti e cantano in coro una canzone

In questo caso il canto corale pare l’espressione di un desiderio: il ritorno di una pace che forse in passato si è vissuta, l’ armonia nei rapporti e la serenità che forse, al presente, mancano.

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo
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