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Namkai Norbu Lo yoga del sogno

In questo libro Namkai Norbu ci fornisce una serie di istruzioni utili per sviluppare la chiarezza negli stati del sonno e del sogno. Il suo insegnamento si spinge oltre le pratiche del sogno lucido, conosciute e studiate in Occidente, guidandoci a controllare gli stati onirici grazie ai metodi della tradizione Dzogchen

yoga sogniAutore: Namkai Norbu
Titolo: Lo yoga del sogno e la pratica della luce naturale
Editore: Ubaldini
Anno: 1993
Pag. 107

L’essere umano dorme in media otto ore per notte, e in due o in più di queste, sogna. Siamo in grado di ricordare ciò che sogniamo? Non avere nessuna consapevolezza dei propri sogni, essere assolutamente incapaci di ricordarli, significa ignorare tutta una vastissima sfera della propria vita, significa perdere l’opportunità di esplorare le ricche e fertili profondità della psiche, significa rinunciare a voler crescere spiritualmente.

Da millenni nell’Induismo, nel Buddismo, nel Taoismo e nelle culture tradizionali di tutto il mondo, è stata dimostrata l’esistenza di una classe di esperienze oniriche che hanno favorito l’evoluzione del progresso culturale e religioso dell’umanità. Sempre da tempi molto antichi, inoltre, sono ben documentate, sia la possibilità di sviluppare la consapevolezza del sogno per ottenere esperienze profonde e ispirazione, sia la capacità di controllare il sogno stesso.

Si tratta di forme assai evolute ed elevate del sognare, che possono essere attuate grazie a tecniche molto specifiche. L’insegnamento Dzogchen è molto interessato alle esperienze del sogno, come pure ai fenomeni parapsicologici quali la telepatia e la prescienza. In questo libro Namkai Norbu ci fornisce una serie di istruzioni utili per sviluppare la chiarezza negli stati del sonno e del sogno.

Il suo insegnamento si spinge oltre le pratiche del sogno lucido, conosciute e studiate in Occidente, guidandoci a controllare gli stati onirici grazie ai metodi della tradizione Dzogchen, nella quale sono impiegati per sviluppare una maggiore consapevolezza allo scopo ultimo di conseguire la liberazione.

Namchai Norbu, nato nel 1938 nel Degé, Tibet orientale, fu riconosciuto a tre anni come la reincarnazione di un precedente grande maestro di Dzogchen. Ricevette l’istruzione di un Tulku, o lama reincarnato, che oltre agli studi accademici comprendeva gli insegnamenti di vari grandi maestri, con i quali praticò per molti anni, prima che gli eventi politici rendessero necessaria la sua partenza per l’India. Qui Giuseppe Tucci lo invitò a Roma come assistente e ricercatore presso l’ISME, ed in seguito divenne professore di lingua e letteratura Tibetana e mongola presso l’Istituto Orientale di Napoli. Oltre all’insegnamento universitario, la sua attività consiste nel tenere ritiri e seminari sull’insegnamento Dzogchen, in risposta alle richieste che gli giungono da ogni parte del mondo.

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