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Curiosità olimpiche

Roma 1960. Giulio Andreotti presidente del comitato organizzatore, inizio il suo discorso di benvenuto, come saluto ufficiale per atleti e organizzatori.....

Dal 1896 anno di inizio delle moderne Olimpiadi  questa manifestazione ha appassionato e divertito con il suo spirito agonistico e sportivo moltitudini di persone.  L’insieme  di atleti e di personaggi di supporto costantemente sotto l’attenzione altrui,  ha reso inevitabile il proliferare di episodi tragici o divertenti,  anedotti o curiosità  che  possono sembrare esagerate o frutto di fantasia, ma che sono ampiamente documentate nel libro di Marco Impiglia  Aneddoti olimpici”.

 

Lo sapevate ad esempio che a Parigi nel 1900 Il tedesco Ernest Hoppenberg, conclusi con successo i 200 metri dorso, venne salvato  mentre rischiava di annegare, soffocato dalla dentiera?

 

E che a Stoccolma nel 1912 il barone De Coubertin che aveva tanto lottato affinchè le Olimpiadi ritornassero a disputarsi,   partecipò al concorso letterario incluso nel programma dei giochi, sotto falso nome? Il suo componimento letterario  Ode allo Sport vinse il primo premio.

 

Invece ad Amsterdam nel 1928 l’ungherese Attila Petschauer vinse l’oro nella sciabola, ma ciò non impedì la sua deportazione  in un campo di concentramento. Fu riconosciuto come atleta ma ugualmente  torturato e immerso in acqua gelida. Morì assiderato nella notte fra il 19 ed il 20 gennaio del 1943.

 

A Berlino nel 1936 la squadra italiana del salto triplo non presentava nessun atleta capace di superare i 15,5 metri. Quando i commissari del CONI videro un giapponese saltare 16 metri durante le prove, ritirarono la squadra dalla gara. Sempre a Berlino  i neri americani furono accolti cordialmente durante il loro soggiorno olimpico, nonostante le note ostilità del regime nazista. Matthew Robinson argento nei 200 metri, successivamente dichiarò di esser stato trattato bene dalla gente in Germania, il difficile fu, tornando negli Stati Uniti, doversi sedere in fondo ai bus nei posti per cittadini di seconda classe.

 

Roma 1960. Giulio Andreotti presidente del comitato organizzatore, inizio il suo discorso di benvenuto, come saluto ufficiale per atleti e organizzatori. Discorso che sembrava non dover avere fine. Furono gli stessi romani, spazientiti, a farlo smettere a suon di fischi.

 

Nel 1964 a Tokio la polacca Eva Klobukowska faceva parte del quartetto  che disputava la staffetta 4×100. La Polonia vinse la gara grazie soprattutto alle sue prestazioni. Tre anni dopo, esami clinici, dimostrarono che la Klobukowska era in realtà un uomo. Fu ovviamente squalificata.

 

Ancora più curioso e strano il caso di Lorna Johnstone l’amazzone inglese che  partecipò alle olimpiadi di Berlino nel 1972 all’età di 72 anni, in procinto di divenire bisnonna. Si classificò dodicesima, prima della squadra britannica.

 

A Mosca nel 1980 il team azzurro di tiro a volo fu controllato come di rito all’arrivo al villaggio olimpico. Il servizio antidroga che stava operando il controllo venne allertato da uno dei cani che si era messo ad abbaiare contro la valigia dell’emiliano Garagnani. Attimi di panico, fino a scoprire che nella valigia in realtà cera solo un bel prosciutto.

 

A Barcellona nel 1982 durante la semifinale dei 400 metri piani, il britannico Derek Redmond si ruppe il tendine d’achille come già accadutogli a Seoul. Vedendolo piangere sulla pista il padre gli si avvicinò, accompagnandolo mano nella mano sino al traguardo. Fu uno dei momenti più toccanti dei Giochi.

  

A Sidney nel 2000 pochi giorni prima dell’inizio dei giochi una ditta che produceva profilattici decise di donarne ben 11.000 agli atleti presenti a Sidney, che li accettarono molto felici.

 

Ed infine ad Atene nel 2004 l’arbitro russo Yuri Kovalenko venne arrestato durante i giochi perchè sospettato di un duplice omicidio compiuto 14 anni prima.

 

 

Liberamente tratto da Marco Impiglia “Aneddoti Olimpici.Miti, stranezze, curiosità, spigolature nel meraviglioso racconto dei giochi” Ed. Eraclea