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Seguire l'io onirico

L'io onirico è la parte di noi che vive il sogno. A volte è il "primo attore", a volte è osservatore esterno, a volte ancora si identifica con altre persone o addirittura con oggetti inanimati.

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>L’io onirico è la parte di noi che vive il sogno. A volte è il “primo attore”, a volte è osservatore esterno, a volte ancora si identifica con altre persone o addirittura con oggetti inanimati.

Ognuno dei personaggi che appare nei sogni rappresenta aspetti di noi, ma l’Io onirico, centro della consapevolezza di se’ corrisponde ai Se’ primari le parti della personalità con cui siamo costantemente identificati e che ci proteggono nel mondo ed in mezzo agli altri.

Le regole e le modalità di azione dei nostri se’ primari sono legati al passato ed a ciò che siamo stati, ma ci fanno vivere la vita con le stesse convinzioni e le stesse regole di allora, mostrandoci la realtà in un’unica prospettiva.

I nostri Se’ primari sono sempre con noi, ma non vanno a dormire, continuano la loro funzione anche di notte nei nostri sogni, portando i loro giudizi e le loro modalità di espressione e di azione. Il nostro viaggio di evoluzione ci porta verso la totalità dell’essere ed ecco che nel sogno l’Io onirico ed i Se’ primari si confronteranno con le parti di noi con cui non abbiamo contatto, di cui vergogniamo, le parti rinnegate, che appariranno di volta in volta come nemici o assassini o belve feroci o semplicemente come persone che ci riescono sgradevoli, che giudichiamo, che sentiamo di detestare.

Sarà proprio l’interazione fra le due energie del sogno, Io onirico e altri personaggi, che fornirà preziose indicazioni sia rispetto al sogno ed alla sua comprensione, che rispetto ad un reale atteggiamento del sognatore nella vita diurna. Comprendere quali sono i modi di essere dell’io onirico, chi detesta e chi giudica, di cosa ha paura, verso chi è condiscendente, diventa allora un ottimo esercizio per verificare la realtà.

  • Si vivono gli stessi giudizi e le stesse paure?
  • Si tende a comportarsi nello stesso modo?

Ecco che il sogno diventa una sorta di “osservatorio” in cui l’analisi di quanto avviene, rimanda immediatamente ad analoghi atteggiamenti e tendenze nella vita del sognatore.

Seguire l’Io onirico vuol dire imparare a porsi domande molto precise:

  • Cosa sta facendo l’io onirico?
  • Quali sono le sue sensazioni?
  • Quali sono le sue convinzioni?
  • Con quali azioni si sente a suo agio?
  • Come di comporta di fronte ad una situazione rischiosa?
  • E di fronte al pericolo?
  • Di cosa ha timore?

E’ molto importante che il sognatore prenda consapevolezza di come il suo io onirico agisce o non agisce, e di quello che sente o non sente. I Se’ primari che l’io onirico interpreta, operano tutte le scelte e dirigono tutte le energie disponibili, ma a mano a mano che si procede nel lavoro attraverso una separazione dai se’ primari, si assiste anche ad una maggiore consapevolezza delle possibilità a disposizione.

L’io dei sogni diventa più creativo e può compiere scelte diverse . Ad esempio se io sono identificato con un Se’ primario che pensa sia fondamentale “cavarsela da soli” è molto probabile che io mi sappia arrangiare in tutte le situazione, ma nei momenti di bisogno sarò incapace di domandare aiuto. Ed è molto probabile che questo tema si rifletta di frequente nei miei sogni, dove l’io onirico ugualmente mi impedirà di chiedere aiuto.

La vera scelta, la scelta “creativa” arriva quando io mi separo da questa energia primaria e posso così accedere ad altro. E nel sogno allora potrò accogliere altre possibilità, e potrò “decidere” di chiedere o non chiedere aiuto senza negarmi la possibilità in partenza. Questo si rifletterà nella mia realtà, nella possibilità di accedere a nuove possibilità, nuovi atteggiamenti, nuove scelte.

Nel nostro inconscio e nel nostro mondo onirico è contenuta la totalità delle esperienze anche quelle che non ci permettiamo di vivere nella realtà: luce ed ombra, bene e male, ciò che ci piace e ciò che ci spaventa e quindi possiamo usare il sogno come una sorta di palestra in cui prendere consapevolezza dei nostri meccanismi interiori ed in cui allenare la nostra creatività rispetto alla vita.


Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo