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Prendimi l'anima

"O spirito protettore fa che io non perisca nella burrasca dei miei sentimenti! Voglio essere decisa e libera!"

prendimi animaAll’inizio del 900 la giovane ebrea Sabine Spielrein, Gustav Jung e Sigmund Freud, furono uniti da un romanzesco triangolo.

Il legame fra i tre e l’amore appassionato fra la giovane donna e Jung furono all’epoca, messi a tacere, ma la storia è giunta a noi e risulta, al presente, una delle pagine più discusse e controverse della storia della psicoanalisi, che ci parla di fragilità umana, ma anche di forza, di coraggio, e d’ amore.

E’ molto giovane Sabine quando si presenta all’altrettanto giovane dottor Jung al Burgholzli di Zurigo, proviene da una buona famiglia russa e presenta gravi sintomi psicotici. Tra i due il rapporto professionale, che porterà alla guarigione della donna, si trasforma ben presto in un amore travolgente.

E sarà una relazione intima ed esclusiva in cui Jung si immergerà completamente, affascinato da questo mondo femminile intenso e profondo in cui poesia, intelligenza, sensibilità, leggerezza e sprazzi di geniale intuizione, lo porteranno ad intravedere, conoscere, sentire “Anima” e ad elaborarne la relativa concezione cardine della sua la sua dottrina.

Il rapporto d’amore fra i due si interromperà bruscamente quando una lettera (probabilmente scritta da Emma, la moglie di Jung ) giungerà ai genitori di Sabine, i quali si precipitaranno a Zurigo per chiedere spiegazioni al medico.

Ed è qui che Jung, preoccupato dello scandalo, sceglierà il suo ruolo, la sua posizione di potere e la sua stabilità, sconfessando il rapporto con la giovane, portando la relazione su un piano prettamente professionale dove affetto ed attenzione si consideravano dovute e prestate per il solo fatto di non ricevere denaro in cambio delle sue prestazioni. La banalità e lo squallore di questa affermazione, furono giustificate ed avvalorate dall’appoggio di Freud, cui Jung si rivolse per avere consiglio ed aiuto.

9 marzo 1909

Caro Professore, …attualmente sono terribilmente perseguitato da un complesso: una paziente che anni fa ho strappato con estrema dedizione a una gravissima nevrosi ha deluso la mia fiducia e la mia amicizia nel modo più offensivo che si possa immaginare. Mi ha provocato uno scandalo unicamente perché ho rinunciato al piacere di darle un figlio. Mi sono sempre comportato come un gentiluomo con lei, ma non mi sento limpido di fronte alla mia coscienza un po’ troppo sensibile, e questo mi fa soffrire più di ogni altra cosa, perché le mie intenzioni sono sempre state oneste… Queste esperienze dolorose eppure quanto mai salutari hanno scatenato l’inferno in me, ma proprio perciò mi hanno assicurato, spero, qualità morali il cui possesso sarà di estrema utilità per la la vita futura…dal Suo devotissimo Jung

La risposta di Freud si fondava su una dissertazione del concetto di transfert e di seduzione femminile che non ha limiti, tanto da non distinguere tra piano di finzione e piano di realtà. Lo stesso ambiguo concetto, unito al consiglio di tenere per se’ questo sentimento, sarà la risposta data a Sabine che più tardi lo cercherà per avere il suo parere.

Sabine e confusa e innamorata non capisce come la richiesta fatto a Jung, di terminare con lei questo viaggio anche terapeutico, sia così drasticamente disattesa. Ma Jung è confuso quanto lei, si trova a affrontare la questione del transfert e la cosa gli sfugge di mano. Il suo rifiuto di Sabine, è il frutto della sua paura, teme il potere di quest’anima forte ed appassionata, teme lo scandalo e si sente trascinato in un vortice diabolico di insicurezza.

Sabine addolorata, ma non distrutta prende il volo e si laurea con una tesi sulla schizofrenia (la prima su questo argomento) ed inizia la sua carriera di psicoanalista scrivendo saggi e partecipando alle riunioni della società di psicoanalisi di Vienna.

Ritornata in Russia nel 1923 continuerà a lavorare e ad interessarsi dei problemi dell’ infanzia e della schizofrenia. Fonderà l’Asilo Bianco, la prima struttura ad indirizzo psicoanalitico: un esperimento coraggioso, un tentativo di attuare un ‘altra educazione’ per creare i bambini del futuro. I risultati ottenuti la porteranno a scrivere e pubblicare opere di grande interesse ed attualità.

Il suo legame con Freud, cui si sentiva unita dalla comune origine ebrea e dall’interesse per la psicoanalisi, continuò anche in Russia, e si interruppe solo con la guerra e le vicende drammatiche che, di lì a poco, avrebbero messo l’Europa a ferro e fuoco.

Sabine morirà fucilata dai nazisti nel 1942, nella sinagoga di Rostov durante l’occupazione della città.

La storia d’amore fra Sabine e Jung è venuta alla luce grazie ad un carteggio rinvenuto nei sotterranei del Burgholzli che riporta le lettere che i due si sono scambiati ed anche l’influenza in questa relazione di Freud, allora ancora maestro ed amico di Jung.

Aldo Carotenuto
ottenuto il permesso dagli eredi della Spielrein, ha pubblicato questa preziosa testimonianza nel libro ormai famoso in tutto il mondo “Diario di una segreta simmetria”.

La conoscenza del carteggio, il fascino di questo segreto triangolo ed accurate ricerche, hanno spinto invece Roberto Faenza a dare pieno risalto alla storia d’amore fra i due, nel film “Prendimi l’anima” «La cosa più affascinante per me era raccontare una storia in cui uno psicanalista diventa come e più debole del suo stesso paziente” dice il regista.

Tutta la vicenda mette in risalto la figura di questa donna fragile e disturbata che, guarita attraverso le cure e l’amore, diventa una pioniera della psicoanalisi ed una rappresentante di tutto rispetto nel panorama della ricerca in quest’ambito.

Amata ed abbandonata da Jung, chiamata affettuosamente “la piccola” da Freud, Sabine rimane simbolo dell’ amore e della passione vissute con pienezza che, invece di distruggere, animano alla vita e si trasformano in forza attiva ed eguale passione intellettuale. Questa la sua esortazione e preghiera:

“O spirito protettore fa che io non perisca nella burrasca dei miei sentimenti! Voglio essere decisa e libera!”

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo