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Jorinda e Joringhello

Una breve fiaba dei fratelli Grimm centrata sull'amore e sul potere del sogno, ripropone il tema della cattiveria che si oppone alla bontà, della vecchiaia che contrasta la giovinezza ed un percorso iniziatico attraverso il dolore per conquistare maturità ed intraprendenza.

Il momento di cambiamento attraverso cui il protagonista passa dalla fase passiva in cui non sa che fare, a quella attiva, avviene grazie ad un sogno ed al messaggio in esso contenuto.Tutto il sogno diventa simbolo degli aspetti luminosi dell’esistenza che contrastano ed annientano quelli oscuri e misteriosi, e della eterna lotta fra bene e male. La parte iniziale della fiaba è molto bella e presenta immagini molto colorite:

“Nel cuore di una foresta grande e folta, c’era una volta un vecchio castello; e là, sola sola, abitava una vecchia, potentissima strega. Di giorno ella si trasformava in gatto o in civetta, ma di sera riprendeva regolarmente la sua figura umana. Sapeva attirare la selvaggina e gli uccelli, e poi li uccideva e li cuoceva lessi o arrosto. Chi arrivava a cento passi dal castello, doveva fermarsi e non poteva muoversi più, finch’ella non lo liberava; ma se una vergine entrava in quel cerchio, la strega la trasformava in uccello, poi la chiudeva in una gabbia, che portava in una delle sue stanze.”

A questo punto della storia vengono introdotti i due personaggi: Jorinda bellissima fanciulla e Joringhello suo innamorato. Sono giovani, innocenti e si amano. Passeggiando nel bosco, presi l’uno dall’altra, si perdono e si trovano al cospetto del terribile castello. Qui avviene l’incantesimo: Joringhello assiste paralizzato ed impotente alla trasformazione della sua bella in usignolo, ed alla sua cattura ad opera della strega. Sente Jorinda che canta:

“L’uccello mio dall’anellino rosso,

ahi, quanti lai canta e mal asorte!

alla colomba canta la sua morte,

ahi, quanti lai! Chiù,chiù chiù!”

Joringhello ora deve affrontare questa prova e questo dolore per crescere ed ottenere ciò che vuole dalla vita. Da questo momento il suo percorso diviene un peregrinare in preda alla sofferenza, senza potersi però troppo allontanare da quel castello dove Jorinda è tenuta prigioniera. Infine al giovane arriva in soccorso un sogno:

“Una notte sognò che trovava un fiore rosso-sangue, con in mezzo una bella, grossa perla. Colse in fiore e andò al castello: tutto quel che toccava col fiore era libero dall’incantesimo: sognò anche di riavere così la sua Jorinda.”

Ecco che viene messo in rilievo il messagio del sogno e la sua funzione salvifica. Attraverso il suggerimento del sogno e la speranza che questo gli porta, Joringhello riacquista la voglia di muoversi e l’iniziativa, e parte alla ricerca del fiore del sogno.

Questo fiore rosso sangue, simbolo dellamore e della passione che neutralizzano il potere della malvagità, viene alfine, come predetto in sogno, trovato e colto, ed il protagonista da quel momento lo userà come uno strumento, una spada ( il simbolismo fallico è evidente) per liberare ed aprire, per ripulire di ogni negatività. Così Joringhello si trova di fronte alla sua avversaria, la strega:

“…ella si infuriò, imprecò, gli sputò addosso fiele e veleno, ma a due passi da lui dovette fermarsi…… s’accorse che la vecchia prendeva di nascosto una gabbia con un uccello e s’avviava alla porta. Subito le fu addosso e col fiore toccò la gabbietta ed anche la vecchia che perse ogni potere d’incantesimo; e Jorinda era là, fra le sue braccia bella come un tempo. E anche tutti gli altri uccelli, grazie a lui, ridiventarono fanciulle, ed egli tornò a casa con la sua Jorinda e vissero a lungo, felici e contenti.”

Questa la fine tradizionale della fiaba. Il percorso simbolico rappresentato si chiude. I vari aspetti e i personaggi della fiaba, sono gli archetipi fondamentali nella vita dell’uomo che si compongono attraverso il finale positivo, nell’ordine più rassicurante.

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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo