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L'impronta di Adler

Adler era di bassa statura e pare avesse sofferto di rachitismo, questo suo aspetto fisico e la predisposizione alla malattia di sicuro influirono sulla focalizzazione dei suoi interessi nell'ambito della psicologia individuale, e probabilmente contribuirono, insieme alle sue osservazioni cliniche, alla formulazione della sua dottrina sulla "inferiorità d'organo".

alfred adler Alfred Adler originario di Vienna dove nasce nel 1870 entra in contatto con Freud nel 1902 ed aderisce alla società psiconanalitica cominciando a frequentare i “pomeriggi del mercoledì” incontri settimanali istituiti da Freud per la discussione e la condivisione di esperienze psicoanalitiche.

Il suo sostegno e la sua adesione alla nuova dottrina erano però più dettate dall’obiettivo di far fronte comune nei confronti di una scienza ufficiale che tali nuove idee tendeva a contrastare, che da una eguale identità di vedute. Adler, ancor prima di conoscere Freud, aveva una personale visione della psicologia che andrà precisandosi sempre di più e che lo porterà ad allontanarsi dal gruppo fino alla scissione del 1911 dopo la quale fonderà la “Società di psicoanalisi libera”.

Adler era di bassa statura e pare avesse sofferto di rachitismo, questo suo aspetto fisico e la predisposizione alla malattia di sicuro influirono sulla focalizzazione dei suoi interessi nell’ambito della psicologia individuale, e probabilmente contribuirono, insieme alle sue osservazioni cliniche, alla formulazione della sua dottrina sulla “inferiorità d’organo”.

Adler osservava i pazienti affetti da deficit fisici constatando che tendevano a sviluppare ulteriori problemi legati all’organo in questione, ma soprattutto tendevano a compensare quel deficit per contrastare il senso di inferiorità derivantene. Da questo sentimento di inferiorità origina, secondo lui, il senso di riscatto che si manifesta nei sogni come volontà di potenza.

Ecco che alla centralità della libido freudiana, Adler oppone la compensazione nei confronti del complesso che si è sviluppato. L’impronta individuale è per Adler precocissima, ed ha origine nel primo contesto e nei primi rapporti in cui l’individuo si muove, questo lo porterà a concentrarsi anche sullo studio della Costellazione familiare, cioè della posizione del bambino rispetto agli altri membri della famiglia, e sui vari ruoli e incroci di rapporti che si instaurano all’interno di questa.

La consapevolezza di una medesima precoce impronta individuale lo guiderà nell’ affrontare un altro tema scottante per il periodo storico: l’omosessualità. Anche in questo campo differenziandosi da Freud che ne vedeva le cause correlate ad un trauma infantile e la considerava una specificità della libido, Adler la avverte come strettamente legata alla nevrosi individuale e ad una sensibilità esasperata, ma non congenita. Da questi studi scaturiranno nel 1917 “Il problema dell’omosessualità”, e nel 1930 “Psicologia dell’omosessualità”.

L’impronta individuale non alienerà Adler dal suo interesse per il futuro e per l’evoluzione della coscienza, per le aspettative e speranze ad esso connesse che rimangono sempre, secondo lui, di maggior rilevanza ed importanza rispetto al passato.

Dopo un periodo di insegnamento all’estero precisamente negli Stati Uniti, dedicherà gli ultimi anni della sua vita alla diffusione delle sue idee attraverso letture e conferenze, fino alla morte avvenuta nel 1937 ad Aberdeen in Scozia.

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo
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