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Sogni in Mesopotamia

Gilgamesh, leggendario eroe sumerico si confronta con l'archetipo del viaggio, nel percorso della vita e nel tentativo di superare il limite della morte, e muove nel racconto attraverso vicende che sono annunciate o accompagnate dai sogni....

mespotamia sogni

Il più antico libro di interpretazione dei sogni in Mesopotamia risale al 1728- 1686 a.c. ed è pervenuto a noi su tavolette d’argilla, i cui caratteri cuneiformi decifrati, ci forniscono una visione d’insieme sia dell’ approccio riservato al mondo onirico, che delle condizioni di vita di questa civiltà regno di grandi contrasti.

La conoscenza astronomica prossocchè scientifica fronteggiava una concezione del soprannaturale che prevedeva l’esistenza di 65.000 demoni e spiriti diversi, contemporaneamente l’amore per la cultura e per il bello, conviveva con barbare e crudeli usanze, fra le quali pare confermato il cannibalismo.

In quest’universo variegato il dio preposto all’invio dei sogni era Zuqiqu, a cui ci si rivolgeva per avere sogni bene auguranti inviati da dei e defunti, abitanti di un mondo dell’aldilà di cui il sogno costituiva il collegamento principale. I sogni presi in esame nel libro erano classificati per azioni relative al mangiare, al bere, all’attività sessuale ed al lavoro, o prendevano in considerazione i fatti contingenti: dalla posizione sociale del sognatore, al verificarsi di malattie o lutti, senza soffermarsi sul sentimento interiore o sull’aspetto psicologico.

L’importanza dei sogni derivava essenzialmente dalla loro capacità profetica e dal loro annunciare eventi positivi o negativi che il sognatore poteva modificare a suo vantaggio, e lo stesso libro di interpretazione conteneva, in chiusura, le formule con cui scongiurare immediatamente le conseguenze di un sogno ritenuto apportatore di sventura.

La struttura esteriore dei sogni rispecchiava, per gli assiro babilonesi, la vita di ogni giorno, e per questa ragione era di estrema importanza il sapere specialistico dell’interprete, che poteva intenderne il messaggio o la profezia. I sacerdoti assolvevano a questo compito, e la loro influenza in quest’ambito era tale da estendersi in tutti gli aspetti dell’ordinamento e delle abitudini sociali, arrivando a seguire le truppe negli accampamenti di guerra, al fine di interpretare i messaggi che, dai sogni, potevano determinare le sorti della battaglia.

La biblioteca di Assurpanipal a Ninive, oltre alle già citate tavolette del libro assiro di interpretazione dei sogni, si avvale anche di un altro importantissimo documento, nel racconto dell’epopea epica di Gilgamesh, che testimonia quanto radicato fosse, nella mentalità dell’epoca, il ricorrere al sogno chiarificatore e profetico.

Di colui che vide ogni cosa, voglio narrare al mondo;
di colui che apprese e che fu esperto in tutte le cose….
Egli vide ciò che era segreto, scoprì ciò che era celato,
e riportò indietro storie…

Gilgamesh, leggendario eroe sumerico si confronta con l’archetipo del viaggio, nel percorso della vita e nel tentativo di superare il limite della morte, e muove nel racconto attraverso vicende che sono annunciate o accompagnate dai sogni, così che ad ogni sogno raccontato o interpretato, corrispondono le azioni dell’eroe, e si dispiegano gli eventi che culminano nella descrizione di un desolato “mondo infero”, un regno dei morti di cui i sogni sono rivelatori.

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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo