

La foresta, il bosco oscuro e selvatico sono, nell’immaginario collettivo nei sogni i luoghi in cui è facile perdersi e venire a contatto con animali pericolosi o personaggi misteriosi, o in cui si possono vivere avventure che cambiano radicalmente la persona, che le permettono di avere una percezione diversa della realtà.
In ogni fiaba o racconto, la foresta si anima di folletti e fate, di draghi o volpi magiche, di principesse e bambini smarriti, di maghi e fiere voraci, di streghe e soprattutto di eroi che, attraverso il percorso nell’oscuro meandro, o in un ritiro più o meno solitario, si confrontano con la loro natura eroica e con le qualità che a quest‘archetipo appartengono.
Fin dall’antichità la foresta era considerata “santuario”, un luogo naturale e sacro in cui più forte si avvertiva la forza della natura, indipendente dalle gesta e dalle abitudini umane, un potente elemento intermedio fra la terra ed il cielo, un collegamento costante dalle radici che affondano nel terreno e nel mondo sotterraneo brulicante di vita e materia, alle cime più alte degli alberi che sfiorano l’alto, il respiro dell’aria, la volta del cielo, lo spirito.
Ecco allora che la foresta dispiega tutto il suo potenziale catalizzatore di qualità che, dalla forza fisica a quella spirituale, al coraggio, alla consapevolezza possono infondersi, in un’osmosi naturale, a chi si perde o volontariamente si ritira al suo interno.
La foresta, per il suo aspetto inestricabile, selvaggio ed oscuro, appare nei sogni a rappresentare le forze naturali ed inconsce, gli aspetti più selvaggi ed inesplorati della psiche, quelli più legati alla sopravvivenza ed all’istintività. Nella foresta dei sogni è l’istinto non mediato dal sapere che guida l’individuo, è l’abbandonarsi all’essere, per compiere un percorso in se’, per affrontare il panico della solitudine e dell’ ignoto.
Perdersi e cercare la strada nella foresta dei sogni è simbolo del tentativo della coscienza di illuminare le zone oscure inconsce, questo si traduce nel bisogno di conoscere aspetti di se’ inesplorati o rimossi, di integrare elementi della personalità rinnegati e giudicati dai se’ primari, di confrontarsi con le proprie qualità.
La foresta può essere, nei sogni, percepita anche in un aspetto protettivo, di rifugio, dove l’isolamento o la compagnia degli elementi selvaggi è fonte di consolazione e di guarigione, e questo può confermare il bisogno di raccoglimento del sognatore, il bisogno di recuperare le forze in un contatto con la sua natura più “intima” e chiusa, nella sacralità naturale della foresta inconscia.
Ma questo vagare nella foresta, perdersi o ritrovare la strada o dimorarvi in solitudine nei sogni, può alludere anche alla ricerca di uno scopo, di un significato diverso nella vita, al bisogno di trovare di propria “verità”. Ciò che nella foresta si vede o si incontra, può diventare un alleato in questo percorso, oppure essere ostacolo, la prova con cui è necessario confrontarsi, al fine di progredire nel cammino individuale.
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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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