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Sogno di Jung con la moglie morta

Alcuni sogni fatti da Jung dopo il 1944 vengono da lui considerati come riflessi di una condizione non temporale .....

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Alcuni sogni fatti da Jung dopo il 1944 sono da lui considerati come riflessi di una condizione non temporale nella quale passato presente e futuro si intersecano, e che appartengono al tempo circolare dell’inconscio collettivo.

“Vidi mia moglie in sogno che era come una visione. Stava ad una certa distanza da me, guardandomi fissa. Era nel fiore degli anni, forse intorno alla trentina, ed indossava un abito che era stato fatto per lei da mia cugina, la medium.

Era forse il vestito più bello che avesse mai indossato. La sua espressione non era ne’ triste ne’ lieta, ma, piuttosto, di chi sa e riconosce obiettivamente, senza la minima reazione emotiva, come la di là della nebbia delle passioni.

Capivo che non si trattava di lei, ma di un’immagine posta, o prodotta per me. Conteneva il principio della nostra relazione, gli avvenimenti di cinquantatré anni di matrimonio, ed anche la fine della sua vita. Di fronte a tale completezza si rimane senza parole, perchè a mala pena si riesce ad afferrarla.”

Questo sogno fatto dopo la morte della moglie è l’ esempio di cui Jung si serve per illustrare qualcosa che avviene nel tempo, ma è percepito come completo ed obiettivo, un “..tutto indescrivibile, una trama della quale si è parte..” ed in cui l’io pare affrancarsi da valutazioni e legami affettivi. Un modo oggettivo di percepire l’immagine del sogno che appartiene, secondo lui, ad una individuazione compiuta, libera, anche nel rapporto sentimentale, di quelle proiezioni che è necessario respingere per realizzare se stessi.

Se i rapporti emotivi sono viziati dal desiderio e dalle costrizioni e conducono ad una privazione reciproca di libertà, solo attraverso la conoscenza obbiettiva, la visione oggettiva che va al di là dell’affetto, del sentimento e della passione, si raggiunge quello stato di imparzialità che rende possibile la vera coniunctio.

Parti in corsivo da “Ricordi , sogni riflessioni” Rizzoli 1978

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo