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L'orco nei sogni

Tutti quanti conosciamo l’orco delle fiabe. I suoi passi pesanti, l’ombra angosciante della sua mole, la sua fame di carne umana e infantile, hanno segnato una parte della nostra infanzia e[...]

orco sogni

Tutti quanti conosciamo l’orco delle fiabe. I suoi passi pesanti, l’ombra angosciante della sua mole, la sua fame di carne umana e infantile, hanno segnato una parte della nostra infanzia e possono riemergere nei nostri sogni.

L’immagine di questo personaggio giganteggia in noi come simbolo di quell’energia maschile cieca e prona agli istinti, al puro piacere o alla convenienza del momento. L‘orco non è intelligente e nemmeno molto furbo, ma ha naso fino, un senso primitivo ed animalesco sviluppato, e questo ne determina i comportamenti e le risposte alle varie situazioni.

L’immagine dell’ orco che il nostro immaginario infantile ci rimanda, compare raramente nei sogni, sostituito facilmente dal mostro bieco e massiccio, che come l’orco segue un istinto di convenienza di soddisfazione. L’orco è simbolo dell’aspetto che tutto divora e distrugge e che per la sua sopravvivenza impedisce la crescita altrui.

E’ l’ Urano mitologico che divora i suoi figli, l’archetipo paterno nel suo polo negativo, colui che preferisce la morte dei suoi figli alla loro indipendenza, che teme il loro potere da cui si sente annientato o detronizzato, che vuole conservare il proprio senso di onnipotenza e non sopporta l’idea di dividerla o di esserne defraudato.

L’orco-mostro che compare nei sogni, può essere segnale di una forza cieca e inglobante che opera nella cerchia ristretta del sognatore, di una persona che tenta di dominarlo, di pervertirlo, di plagiarlo. Di una situazione in cui il sognatore appare come vittima sacrificale o incapace di difendersi.

Può essere simbolo anche di un padre che tiranneggia, che controlla e si impone con la forza, che pretende sottomissione.

L’orco è anche immagine di grande impatto che ci mette in contatto con gli aspetti di noi più primitivi ed incontrollati, con tutti gli istinti meno legati alla civilizzazione, con le pulsioni bestiali ed assassine che sono represse dalla coscienza e dal sistema di regole e valori.

Può comparire anche come reazione ad una estrema mitezza, disponibilità e bontà del sognatore, e in questa prospettiva, va considerato come tentativo della psiche di equilibrare ciò che viene avvertito esagerata generosità e apertura verso il prossimo, che mette in allarme gli aspetti più egoisti e legati al proprio particulare.


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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo