
Nel 1984 qualche tempo dopo l’introduzione della cocaina negli stati Uniti e in Europa, Sigmund Freud si interessò alle sue proprietà e ai suoi effetti somministrandola ai propri clienti e facendone uso personalmente.
Della “coca” divenne un entusiasta e un consumatore. Infatti dopo aver messo le mani su questa sostanza dotata di proprietà uniche, non si accontentò di passare semplicemente in rassegna gli esperimenti sugli animali e sull’uomo che erano stati condotti fino ad allora, ma si accinse a dimostrarne le proprietà psicofarmacologiche.
Freud lavorò con la sostanza pura su se stesso ed registrò accuratamente tutte le esperienze compiute. E se fu l’unico in Europa a propugnare i benefici effetti della sostanza, è certo che negli Stati Uniti molti colleghi condividevano la sua persuasione e nel tempo l’uso della cocaina in associazione alla morfina o come alternativa ad essa, non si limitò soltanto all’ America. Si pensi a Sir Arthur Conan Doyle che ne era raffinato estimatore e consumatore, al punto da rendere “dipendente” il suo famoso personaggio detective Sherlock Holmes.
Dopo un clamoroso insuccesso terapeutico, seguito da aspre polemiche, Freud interruppe le ricerche, ma dall’ “Interpretazione dei sogni” sappiamo che la usava ancora nel 1895. Il saggio “Freud- Sulla cocaina” curato da Robert Byck con note di Anna Freud è edito dal 1974 e pubblicato in Italia da Newton Compton.
Presenta gli scritti di Freud su queste esperienze, articoli e saggi di altri ricercatori, tra cui quello del primo produttore di cocaina, e costituisce una cronaca completa dell’impatto di Freud con tale sostanza, e un vero e proprio commento su un ben noto ma poco compreso frammento della storia della medicina.
Il contributo di Freud alla ricerca di psicofarmacologia oltre ad essere decisamente pioneristico, si qualifica come uno degli studi più moderni sull’azione centrale di una sostanza di estremo interesse.
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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

Marni









Neo-Machiavelli
10 nov 2009 - 17:09 - #1Tutti sono di accordo che le droghe possano fare molto male. Ma solo e sempre solo male? O certe volte possano avere effetti più positivi che negativi in certe situazione? Sembra che non tutti sono di accordo. Dei più discutibili sono Sigmund Freud e Wilhelm Reich. E se Marrazzo fosse un grande governatore e facesse migliore politica andando con chi vuole e prendendo droga? Più immorale andare con trans e prendere droga in privato per fare migliore politica o fare peggiore politica per essere moralmente corretto?
Marni
10 nov 2009 - 17:57 - #2Salve ti ringrazio molto per le tue riflessioni e domande sulla droga… riflessioni che sono molto stimolanti e che coem vedi vengono da o molto lontano e che hanno sfiorato anche grandi personaggi…. quanto all’argomento di cronaca recente relativo a Marrazzo penso sia molto difficile rispondere al tuo quesito e forse questo non è il luogo giusto nemmeno per discuterne..
un caro saluto
marni