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La prigione nei sogni

Freud accostava la prigione dei sogni ad uno spazio inconscio in cui vengono ingabbiati gli istinti ed i pensieri più segreti e riprovevoli, uno spazio controllato dal Super-Io, rappresentazione simbolica della capacità di "rinchiudere" e mantere sotto controllo le pulsioni e gli aspetti rinnegati della personalità.

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Trovarsi nei sogni in prigione alle prese con la frustrazione, le ansie o le paure è una immagine abbastanza frequente che si collega spesso ad una prigionia emotiva, alla difficoltà del sognatore nel vivere una determinata situazione, alla pena ed alla costrizione che viene sperimentata in forma simbolica anche durante il sogno.

Freud accostava la prigione dei sogni ad uno spazio inconscio in cui vengono ingabbiati gli istinti ed i pensieri più segreti e riprovevoli, uno spazio controllato dal Super-Io, rappresentazione simbolica della capacità di “rinchiudere” e mantenere sotto controllo le pulsioni e gli aspetti rinnegati della personalità.

La prigione è un luogo in cui si viene privati della libertà: libertà di andarsene, libertà di essere e fare ciò che si sente e si vuole. La mancanza di libertà è quindi l’aspetto primario da considerare quando nei sogni si sperimenta la prigione. E’ importante che il sognatore si ponga domande su quello che sta vivendo:

  • Mi sento libero di esprimermi completamente ?
  • Sto facendo e vivendo quello che voglio e quello che mi soddisfa?
  • Qual è la persona o la situazione che subisco e da cui mi faccio condizionare? In quale situazione non mi sento libero?
  • In quale situazione mi sento “come fossi in prigione”?

E’ possibile che nei sogni la prigione non venga vissuta come un luogo oscuro e penoso, ma che venga accettata o addirittura avvertita come protezione, come isola o rifugio. La prigione è simbolo allora di un desiderio di intimità e solitudine, del bisogno di isolarsi per meditare, per pensare a se stessi o per allontanare le persone o le incombenze della propria realtà.

E questa piacevole prigione può, secondo Jung, essere la rappresentazione simbolica di una introversione eccessiva, di una chiusura verso l’esterno e verso gli altri, di un mondo fantastico debordante che tiene in ostaggio il sognatore mantenendolo in una sorta di prigione interiore.


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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo