Che tu sia per me il coltello

"Che tu sia per me il coltello". Un titolo che mi ha affascinato. Un autore, David Grossman, che è una garanzia. E anima, psiche, amore, complicità come filo conduttore dell'opera in un crescendo costante, a mantenerti avvolto nella lusinga di un linguaggio carezzevole e raffinato, fra periodi lunghi e preziosi che frusciano come seta all'orecchio, che continuano ad espandersi nei pensieri e nella mente.

che tu  sia per me il coltello “Che tu sia per me il coltello. Un titolo che mi ha affascinato, un autore che è una garanzia, qualche frase letta qua e là che mi hanno deliziata, ed il libro visto nella biblioteca della mia migliore amica è finito nelle mie mani.

Avevo letto una critica tempo prima: David Grossman è considerato uno dei più grandi narratori contemporanei, è uno scrittore che fa notizia ogni suo nuovo lavoro viene salutato come letteratura, ogni articolo come opinione di persona colta, intelligente, sensibile.

David Grossman è israeliano ed è conosciuto per il suo impegno alla risoluzione pacifica della questione palestinese. Sapere che negli ultimi conflitti ha perso un figlio, mi ha addolorata.

Myriam, tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi.” Così si apre questa storia che si regge completamente sulla corrispondenza fra un uomo e una donna, giocata fra la curiosità, la fascinazione, la scoperta, la seduzione di un rapporto che dolcemente si srotola, si amplia nelle vite dei due protagonisti e li cambia.

L’aggressività di di Yair che quasi a forza si introduce nella vita di Myriam è temperata dalla dolcezza da un eros sotterraneo e mai esplicitato, da una necessità vitale di raccontarsi e di nutrirsi dell’altrui intimità, dal bisogno di scendere fin nei recessi più profondi.

Anima, psiche, amore, complicità diventano il filo conduttore dell’opera in un crescendo costante che mantiene il lettore sempre avvolto nella lusinga di questo linguaggio carezzevole e raffinato, fra periodi lunghi e preziosi che frusciano come seta all’orecchio, che continuano ad espandersi nei pensieri e nella mente.

Fino all’epilogo, con le ultime pagine che assumono un andamento frenetico: come finisce questa storia? Un sogno, uno specchio dei desideri o l’inevitabile volto della realtà?

L’addio di Grossman al figlio morto

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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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