
Mai titolo fu più azzeccato. Erri De Luca nell’intento di riportare la centralità dell’ evento nascita di Gesù alla forza femminile e grazia materna ci racconta l’adolescenza troncata bruscamente di Miriam-Maria, l’amore smisurato di Iosef- Giuseppe per la sua sposa promessa, la gravidanza avventurosa, la fede, il viaggio, il parto.
Il racconto, dall’annunciazione alla nascita di Ieshu-Gesù emerge attraverso i pensieri di Maria, la vergine, la Madonna, ….”una madre incudine, fabbrica di scintille“. Ogni frase di questo racconto è espressione della sua grazia, della sua femminilità, ed anche della sua forza, di un’arrendevolezza ed una accettazione dell’ignoto che diventano il suo potere.
E’ commovente leggere il timore ed il pudore, ma anche la decisione con cui comunica il suo stato a Joseph suo promesso sposo, ed è commovente quest’uomo in confusione, che la ama e che le crede, accogliere e proteggere la sua donna senza accusarla, senza discutere mettere il suo maschile al servizio del femminile e diventare un baluardo una figura eroica, qualcosa di grandioso.
Miriam-Maria e Giuseppe-Iosef nel loro viaggio in Galilea seguendo la stella cometa divengono sempre più due archetipi di maschile e femminile: da una parte ricettività, accoglienza, intuizione, grazia, creatività, e dall’altra protezione, forza, azione, accettazione.
E’ un piccolo libro, potete leggerlo in un’ora vi lascerà commossi e grati di fronte al mistero della nascita, di fronte al divino che si manifesta, di fronte all’ amore, alla paura ed al dolore di ogni ogni madre che teme per suo figlio.
“In nome del Padre” inaugura il segno della croce. In nome della madre
s’inaugura la vita.
Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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