Un disabile picchia ed i compagni non vanno a scuola

E' polemica in una scuola di Ragusa per la presenza di un disabile che secondo insegnanti e compagni di classe disturba le lezioni. Gli scolari da un po' di giorni per protesta non vanno a scuola.

scuola ragazzi medieNella scuola media dell’ istituto “Vann’ Antò” di Ragusa c’é un alunno disabile che, secondo insegnanti e alunni, picchia i compagni e disturba le lezioni. Per questo da 8 giorni 16 scolari, su un totale di 18, su decisione dei loro genitori non vanno a scuola. I familiari del ragazzino, molto alto e robusto per la sua età, ribattono che é la scuola carente e l’insegnante di sostegno non è adatto.

Per fare luce sulla vicenda il ministro della Pubblica istruzione, Fioroni, ha deciso di inviare un ispettore a Ragusa. Il ragazzino ‘violento’ soffre di crisi d’ira dopo aver subito, 7 anni fa, un intervento chirurgico per un tumore al cervello.

Dall’ anno scorso, quindi, sarebbe affetto da “disturbi oppositivi” che lo indurrebbero a gesti inconsulti. E’ dovuta intervenire la polizia dopo che l’alunno ha reagito ad un ceffone, secondo quanto dicono i parenti, datogli dall’ insegnante di sostegno.

A denunciare il fatto sono stati la madre dell’ alunno, casalinga, il suo convivente, addetto marketing di una catena si supermercati, e l’ assistente igienico sanitario assegnato dal Comune alla famiglia per seguire il disabile e che era in classe nel momento della lite. Il padre del tredicenne, ispettore della polizia di Stato, è separato dalla moglie.

Il convivente della madre dice che “atti come questo sono già avvenuti ma stavolta “presentiamo una denuncia ai carabinieri”. Per la dirigente della scuola, Lucia Aiuto, “La reazione del docente è stata dettata dalla volontà di proteggersi”.

“Ho fatto appello - aggiunge - a tutte le istituzioni che hanno potere d’intervento affinché possa essere garantito all’ alunno disabile il diritto allo studio e ai suoi compagni la sicurezza e la tranquillità“. Appresa la notizia il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha fatto inviare dall’ ufficio scolastico regionale per la Sicilia un ispettore, che domani sarà a Ragusa.

E il prefetto, Mario Ciliberti, ha convocato per giovedì una riunione cui dovrebbero partecipare i vertici scolastici ragusani, un magistrato del tribunale per i minori, un neuropsichiatrra infantile, per valutare i provvedimenti da prendere. Il compagno della madre (il ragazzino vive con la coppia e una sorella di 20 anni) sostiene che lo studente ha uno splendido rapporto con l’ assistente igienico-sanitario con cui va al mare o a passeggio qualche pomeriggio perché “hanno un’ intesa quasi da fratelli“.

La stessa - spiega - che a scuola non hanno saputo stabilire. Nell’istituto non hanno mosso una foglia per tentare d’ integrarlo, per far capire agli altri studenti cos’ ha subito il loro compagno, per evitare che lo prendessero in giro o lo provocassero considerato che la sua non é una classica disabilità. Non è stata coinvolta neanche l’ Asl. Addirittura il ragazzino è stato più volte sospeso“.

E il padre di uno dei due alunni che continuano a frequentare la classe in cui si trova il ragazzino disabile dice: “Non sono d’accordo con la protesta degli altri genitori che non mandano a scuola i propri figli. Devono essere le istituzioni a trovare un rimedio a questa situazione. Ed in ogni caso non può pagare un ragazzino che ha un male incurabile“.

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Fonte Ansa

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