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I sogni nel Talmud

Nel Talmud i sogni vengono presi in considerazione come diretta emanazioni del volere divino, contenenti una "verità", un messaggio che li rende una sorta di mediazione fra l'uomo ed il suo unico Dio Jahvè

talmud sogniSogni ed interpretazione dei sogni appaiono di fondamentale importanza nel Talmud, il testo sacro dell’ l’ebraismo che, tramandato oralmente da Mosè in poi come espressione della volontà e delle leggi divine, venne messo per iscritto dopo la seconda distruzione del Tempio di Salomone.

E’ un’opera monumentale ed unica che abbraccia tre secoli di cultura e di legislazione, di prescrizioni e di considerazioni tratte dalle Torah ed utili a preservare l’ identità del popolo ebraico e a fornire il supporto più completo al significato dell’ebraismo e della sua religione in un’epoca di diaspora, di persecuzioni, di dispersioni.

Nel Talmud i sogni vengono presi in considerazione come diretta emanazioni del volere divino, contenenti una “verità”, un messaggio che li rende una mediazione fra l’uomo ed il suo unico Dio Jahvè. Mediazione che può essere considerata profetica, soggetta all’abilità dell interprete illuminato, ma che al sognatore può rivelare, al di là dell’interpretazione vera e propria, la parola di Dio.

I sogni possono approfondire l’educazione religiosa, e si possono meglio comprendere attingendo alla sapienza della religione, alla conoscenza delle Bibbia e dei salmi, perchè vi è contenuta la volontà di Dio, le sue esortazioni e prendere decisioni e le sue regole di ordine morale.

Così nei sogni del Talmud emerge essenzialmente la centralità dell’unico Dio verso il quale non si deve mai perder fede e del quale non si deve dubitare.

Questa la concezione di base dell’oniromanzia nel Talmud da cui derivano in alcuni casi divergenze ed approfondimenti di natura squisitamente moderna.

Ciò avviene ad esempio nelle analisi del rabbino Ismaele il quale sosteneva che i sogni provengono dall’ interiorità dell’essere umano e che adottano un linguaggio simbolico che può essere rivelato portando alla luce ciò che è racchiuso nel cuore del sognatore.

Sorprendente anche l’attenzione verso i simboli di origine sessuale e l’importanza a loro accordata. Freud stesso, di origine ebrea e profondo conoscitore delle tradizioni più antiche riguardanti l’interpretazione dei sogni, si ritiene fosse al corrente della tradizione talmudica.

Altre affermazioni sui sogni e la loro interpretazione ci sorprendono per l’aderenza ad alcuni concetti psicoanalitici sia freudiani che junghiani:

  • I sogni possono essere interpretati partendo da un livello oggettivo ed allora fanno riferimento alla realtà esterna del sognatore.

  • I sogni
    possono essere interpretati partendo da un livello soggettivo ed allora attengono alla interiorità di questi.
  • In un insieme di sogni è possibile leggere l ‘evoluzione di un problema.
  • I brutti sogni esercitano un influsso negativo nella vita del sognatore.

Ma i sogni della tradizione ebraica mantengono nel Talmud la loro preminenza come espressioni di un volere divino che va “letto” e raccolto alla stregua del messaggio contenuto in una lettera inviata dall’altro.

Come nella seguente preghiera in cui un fedele implora:

“Signore del mondo, io sono tuo e miei sogni sono tuoi. Ho fatto un sogno e non so cosa significhi, sia che abbia sognato me stesso, sia che i miei compagni abbiano sognato me o che io abbia sognato altri, se sono buoni sogni rafforzali e consolidali perchè si possano avverare….” ( A. Rosenberg Weisheit des Talmud Barth Munchen 1955).

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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo