

Morte-rinascita è l’archetipo che ritorna con insistenza sia nei sogni che in ogni ciclo mitologico, favola o storia in cui l’ eroe affronta terribili prove prima di tornare, trasformato, a riprendere il cammino.
Rileviamo l’aspetto di morte-rinascita negli innumerevoli simboli che fin dall’antichità segnalano l’ influenza di questo movimento archetipico negli individui. Pensiamo al concetto di pietra filosofale, culmine e risultato della trasformazione degli elementi, o all’ immagine dell’uroborus (serpente che si morde la coda) che rappresenta il fluire dell’inizio e della fine.
Ma è nei sogni che più facilmente possiamo individuarlo, dove indica alcuni momenti di passaggio nella vita del sognatore e dove viene rappresentato con immagini della morte (del sognatore o di altri personaggi), dell’altare e dei riti ad esso connessi, di danze e canti, con sensazioni di dolore, di pena o di coraggio e volontà, ed da altre situazioni più sfumate, ma che sempre si rifanno a questi presupposti di fine-inizio.
La morte nei sogni segna il momento in cui può essere abbandonato o eliminato ciò che non è più necessario affinchè l’ individuo possa progredire nel suo percorso di individuazione. E’ un momento drammatico che consente però un balzo quantico, un movimento energetico che riporta un afflato nuovo nella vita.
Non c’è morte simbolica che non rechi con se’ il dolore e la sconfitta, la fatica, la paura, perchè questo polo tenebroso dell’archetipo morte-rinascita è carico di tormento e di lotte, ma visto nella prospettiva di un salutare “mollare la zavorra” allo scopo di crescere e progredire, diviene meno inquietante e più facile da superare.
Che la rinascita è appena più in là, a prendere per mano nei sogni e nella vita. Si pensi al proverbio popolare che dice:” Si chiude una porta e si apre un portone” che metaforicamente allude proprio a questo lasciare il passato per andare verso il nuovo.
La morte- rinascita contiene in se’ il germe della trasformazione e della rigenerazione: l’individuo non è più lo stesso perchè l’esperienza della morte lo ha cambiato e perchè il dinamismo, coraggio, fede o anche solo forza d’inerzia che lo hanno spinto avanti, sono GIA’ il cambiamento, sono una forza vitale di propulsione che incide profondamente i suoi comportamenti e la sua carne.
Così dalla crisi e dal momento di passaggio una cosa si trasforma in un’altra, e ad ogni morte simbolica succede una rinascita, in un un movimento che dura tutta la vita.
Molto diverso dall’archetipo del viaggio dove il muoversi nel tempo lineare è condizionato dal succedersi degli avvenimenti e dalla necessità di immergersi nella vita vivendola in primis, la morte-rinascita è legata ad un tempo ciclico e circolare, che ha attinenza con il sentire del femminile interiore, con l’emisfero destro e con una concezione dell’esistenza ciclica in cui tutto ritorna su se stesso, in cui inizio e fine si fondono e si confondono.
Ma nell’incontro di questi due grandi e vitali archetipi: il viaggio e la morte-rinascita, si sperimenta in pieno il senso del percorso di individuazione ed il procedere fra gli alti e bassi delle vita senza farsene travolgere.
Distacco, fatica e paura precedono novità, evoluzione e cambiamento, ed anche nella nostra realtà i rituali del matrimonio, delle feste ricorrenti come il Natale, la Pasqua o il Capodanno, celebrano ancora una volta la forza di questo archetipo fondamentale.
Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo
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