Questo sito contribuisce alla audience di

Sogni nel Medio Evo

Per Papa Gregorio II nei sogni si manifestavano le oscenità del peccato e delle entità infernali ed il diavolo trovava una facile via d'accesso per piegare la volontà umana....

medioevo sogni

Il Medio Evo in Europa coincide con un periodo storico fra i più vari e differenziati, in un incrocio di idee, tradizioni ed avvenimenti che, dai sanguinosi avvenimenti delle Crociate, alla caccia alle streghe, alle saghe nordiche, all’incontro-scontro fra il cristianesimo ormai radicato, le antiche tradizioni pagane e la minaccia dell’Islam, ordina i sogni in ruoli quanto mai diversi e spesso antitetici.

Sogni che vengono demonizzati oppure innalzati ad un inquietante ruolo profetico o miracoloso, visti come condensazioni di umori corporei o come immagini del pensiero e della fantasia.

La tradizione popolare cristiana considerava i sogni possibili rappresentazioni dello spirito di Dio e della sua benevolenza. I sogni erano la porta di accesso per una realtà diversa in cui i miracoli erano all’ordine del giorno e il futuro presente. Di qui l’idea ampia e diffusa dei sogni taumaturgici e premonitori, popolati di Santi e di avvenimenti miracolosi.

L’esempio storico più famoso riguarda la guarigione dell’imperatore Giustiniano nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano apparsi nei suoi sogni, origine di una vera e propria consuetudine: fedeli che nella stessa chiesa andavano per sognare gli stessi Santi e ricevere la stessa grazia.

Questo fenomeno avveniva in altre parti d’Europa e testimonia la diffusione dei sogni religiosi e risanatori, che diede inizio ad autentici fenomeni di “massa”, quali erano allora i pellegrinaggi devozionali, espiatori e di ricerca dell’ intervento soprannaturale.

L’antitesi di questa concezione ebbe il suo culmine nell’VIII secolo con Papa Gregorio II che proibì l‘interpretazione dei sogni, pena la morte.

Nei sogni si manifestavano le oscenità del peccato e delle entità infernali ed attraverso i sogni il diavolo trovava una facile via d’accesso per piegare la volontà umana. Questa convinzione, abbracciata dalla chiesa, ebbe un’ampia diffusione nei secoli bui di persecuzioni e di sanguinarie cacce alle streghe.

Ma le idee retrive, seppur gradualmente, si modificarono nel tempo anche grazie alle influenze scientifiche-filosofiche che, da Aristotele a Galeno giunsero, nel Basso Medio Evo, ad influenzare la visione spirituale ed esoterica dei sogni.

Così, se fra i padri della chiesa vigeva ancora l’idea di sogni premonitori e condizionati da Dio o dal demonio, altri studiosi ne prendevano in considerazione il carattere prettamente “fisico” e naturale: una concentrazione di vapori corporei che precipitano nel cervello, o il risultano di stimoli corporei.

Fiorì quindi una concezione “terapeutica” dei sogni che fornivano utili suggerimenti per la cura delle malattie.

Nella cultura tedesca i sogni godevano di grande considerazione: Carlo Magno si serviva di un interprete personale, ed anche la letteratura usava le immagini simboliche dei sogni per spiegare o introdurre determinati argomenti, come avviene ad esempio nel preludio per la Canzone dei Nibelunghi.

Ancora più a Nord i sogni erano spesso protagonisti premonitori e funesti di miti e saghe, erano inquietanti, ma sempre ampiamente considerati.

E cominciava ad emergere con forza un’attenzione ai simboli che, ben radicata nella cultura popolare e presente e privilegiata nelle future ipotesi del Romanticismo, aprirà la strada all’epoca moderna ed alla nascita della psicoanalisi.

Se vuoi saperne sempre di più sul mondo dei sogni iscriviti alla newsletter della Guida: http://guide.dada.net/sogni/index_newsletter.shtml


Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo