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Gli archetipi

Gli archetipi sono per Jung delle forme a priori che esistono nella psiche individuale come fossero una eredità genetica, una sorta di lascito che si tramanda attraverso le ere....il pulcino non ha imparato il modo con cui uscirà dall'uovo: esso lo possiede a priori.

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Jung sosteneva di aver ricavato il termine “archetipi” da Platone, per il quale indicavano i modelli originari delle idee elevati dal piano comune ed individuale ad una sorta di dimensione metafisica (che nella visione di junghiana diverrà “inconscio collettivo“).

Gli archetipi sono per Jung delle forme a priori che esistono nella psiche individuale come fossero una eredità genetica, una sorta di lascito che si tramanda attraverso le ere, e che ha la funzione di organizzare sia le rappresentazioni che i modelli di comportamento innati.

Sono simboli originari che si sono strutturati nel tempo e che esplicano la loro influenza in modo autonomo, del tutto scollegato dall’esperienza individuale ed ambientale.

Molto chiaro l’esempio di Jung tratto da “Simboli della trasformazione” ( Opere - Boringhieri To vol V pag. 322) per il quale ” il pulcino non ha imparato il modo con cui uscirà dall’uovo: esso lo possiede a priori“.

Ma questi simboli originari sono forniti di un’energia specifica che opera nell’inconscio individuale e collettivo, condiziona l’esperienza dell’individuo e si manifesta nei sogni.

Così la vita riflette binari archetipici che si sono formati progressivamente, ed in ogni vicenda personale possono essere ravvisati sia elementi “primordiali” con cui entrare in risonanza che le influenze di determinati modelli archetipici.

Si considerino le esperienze fondamentali cui tutti gli uomini, in ogni luogo e cultura, sono soggetti: la nascita, il contatto con gli elementi naturali, la luce del giorno, l’oscurità della notte, il dolore, il contatto con gli altri, la morte…. tutti questi aspetti, che assumono in sogno una veste simbolica, hanno un’energia primigenia che domina l’inconscio, lo condiziona e ritorna arricchita della vicenda psicologica di ognuno all’inconscio collettivo.

Il concetto di archetipi verrà ripreso ed ampliato J.Hillman che ne farà la struttura teorica centrale della sua “Psicologia archetipica” nella quale l’aspetto immaginifico, fantastico e numinoso degli archetipi viene esaltato ed interpretato con un linguaggio “immaginale“, il solo ed unico che non li svaluti in categorie diagnostiche o concetti astratti e che mantenga quindi ben vivo il contatto con inconscio ed anima.


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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo