

Ho appena terminato di leggere due libri di James. G. Ballard autore di culto i cui cupi scenari fantascientifici conservano una carica dissacrante e ironica che è raro trovare in artisti della sua generazione.
Lo si può a ben diritto definire un antesignano del trash, per certe immagini estreme che accomunano le opere che ho letto: “Il mondo sommerso”, “Il condominio” e “Crash” (da cui D. Cronenberg ha tratto un film e che raggiunge, a mio parere, punte di “sgradevolezza” uniche nel panorama cinematografico).
Ballard ed i suoi sogni espressi in scrittura sembrano incarnare il malessere dell’uomo civilizzato che un piccolo cambiamento dalla routine, una piccola deviazione dalla norma fa gradatamente regredire verso istinti ancestrali vissuti come liberazione, realizzazione di se’ e compimento del proprio destino.
E questo scarto porta a recuperare memorie inconsce, affondando sempre più negli strati oscuri dell’essere, andando a risvegliare il cervello rettiliano e a rimettere in moto l’alba della coscienza. Senza speranza alcuna, senza senso di colpa.
Lasciando tutto lo spazio da protagonista alla natura preistorica ed al sole giurassico ne “Il mondo sommerso”, alla ermetica silhouette del grattacielo e dei suoi meandri in “Il Condominio”, ed alla cupa crudeltà sezionatrice di frammenti e lamiere delle auto accidentate in “Crash”.
Dove sangue e corpi feriti diventano tutt’uno con il metallo fumante e antropomorfo, in una sorta di mostruoso monumento al futuro del cemento e dell’ asfalto ed alla libido innaturale che ne viene risvegliata.
I sogni di James Ballard sono incubi, ma non vanno accantonati come mera espressione di una mente fantasiosa ed allucinata, vanno letti come campanelli d’allarme, come lo sguardo tagliente gettato ad una possibile realtà che non comprende i concetti di bellezza ed amore a cui siamo abituati, ed in cui anche sentimenti ed emozioni si qualificano come “mutanti” in un processo irreversibile e autodistruttivo.
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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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