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Donnie Darko

A cavallo fra fantasy e fantascienza con un intreccio originale che e si presta a più interpretazioni, Donnie Darko gioca con livelli di realtà e di sogno, con dimensioni che potrebbero essere il futuro o aspetti dell’universo “tangente” ...

donnie darko sogniRegia: Richard Kelly
Titolo: Donnie Darko
Protagonisti: Jake Gyllenhaal, Drew Barrymore, Patrick Swayze
Anno: 2001
Genere: Drammatico-fantascienza
Durata: 108′
Produzione: USA

Vittima di allucinazioni e ossessioni, l’inquieto adolescente Donnie Darko ( J. Gyllenhaal) si salva dalla catastrofe provocata dalla turbina di un aereo precipitata sulla villetta dove abita con la sua famiglia grazie a un coniglio gigante e mostruoso di nome Frank – prodotto della sua fantasia – che gli annuncia la fine del mondo e che lo spinge, nel frattempo, a compiere atti vandalici di vario genere.

Passato al Sundance Film Festival nel 2001, il film, prodotto indipendente del cinema USA, esce nelle sale senza successo ma, grazie a proiezioni notturne, passaparola e all’home video, diventa un vero cult movie nel mondo dei giovani: al di là degli intenti di critica morale contro la normalità della middle class e l’american way of life della becera provincia USA, il 29enne esordiente R. Kelly (anche sceneggiatore) infonde al film un’atmosfera di ineluttabilità quasi biblica e di incomunicabilità con il mondo adulto che, a modo suo, esprime al meglio i conflitti interiori, i dolori, le emozioni, la disperata allegria, tutti quei sentimenti così veri e così dolorosi che caratterizzano il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Facile quindi, per i più giovani, identificarsi anche inconsapevolmente. Apprezzabile e caratteristica anche la colonna musicale, con brani a cavallo tra gli anni ‘80 e i ‘90.

(Liberamente tratto da: Il Morandini 2007)

Marni commento: A cavallo fra fantasy e fantascienza con un intreccio originale che e si presta a più intrerpretazioni, il film gioca con livelli di realtà e di sogno, con dimensioni che potrebbero essere il futuro o aspetti dell’universo “tangente” più volte citato. Sogni e realtà che, in un dato momento nello spazio e nel tempo, si sovrappongono e coincidono, generando nuove possibilità, ma permettendo anche una nuova scelta per il giovane Donnie Darko. E’ un film inquietante e complicato, ma affascinante e ricco di spunti di riflessione. L’ultima scena, sobria e bellissima, accompagnata dal brano “Mad world” mi ha colpita e commossa.

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Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo