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Struttura del sogno

Lasceremo da parte la materialità delle immagini dei sogni per giungere alle strutture che le formano. Freud pensava che tutti i sogni di una medesima notte appartengono a un unico insieme.

struttura del sogno

Fantasmagorie diverse possono coprire strutture identiche, cioè insiemi disposti ed articolati secondo lo stesso schema profondo, al contrario, immagini simili possono apparire in strutture diverse.

Numerosi confronti di immagini e situazioni sognate hanno rivelato una specie di tematica costante, cioè un insieme di schemi eido-motori, dove serie di immagini diverse manifestano uno stesso orientamento: medesimi sentimenti, medesime preoccupazioni.

Come l’esistenza di una rete di comunicazione interna di uno stesso ordinamento fra i diversi livelli e le diverse pulsioni della psiche, esse permettono anche di individuare il contenuto latente del sogno.

Roger Bastide annota sul suo diario:” Comincio a diventare Africano, questa notte ho sognato Ogun ( il Dio Yoruba del ferro e dei fabbri)..uno psicoanalista avrebbe buon gioco a dimostrare che ho soltanto cambiato simbolo, che Ogun ha esattamente lo stesso ruolo nelle mie notti africane di un altro personaggio nei miei sogni europei.”

Pur nella diversità dei contenuti, sarebbe certamente la medesima struttura fondamentale quella che non sfuggirebbe ad un’analista. Lasceremo dunque da parte la materialità delle immagini dei sogni per giungere alle strutture che le formano. Freud pensava che tutti i sogni di una medesima notte appartengono a un unico insieme.

Di solito si considera questa struttura del sogno come un dramma in quattro atti, nel quale agisce un apparato immaginario che può variare notevolmente, benchè il quadro soggiacente all’azione resti lo stesso. Roland Cahen ( Les reve et le sociétès humaines- opera collettiva Parigi 1967) riassume così questi quattro atti, per facilitare l’analisi:

  1. Messa in scena e personaggi, luogo geografico, epoca , scenario
  2. L’azione che si svolge e forma l’intreccio
  3. La peripezia del dramma
  4. Il dramma volge al termine, alla soluzione, allo scioglimento, alla distensione, all’indicazione o conclusione

Ciò che complica inoltre questa struttura, è che essa deve essere esplorata ai diversi livelli che interferiscono fra loro.

Si troveranno a livello profondo i problemi metafisici che rappresentano simbolicamente, più o meno direttamente, le angosciose questioni dell’ontogenesi e della sopravvivenza.

A livello medio, le preoccupazioni sessuali si esprimono attraverso i simboli che l’individualizzazione dell’adolescenza pone in modo generale.

A livello superficiale appariranno sotto una forma simbolica, più o meno compiuta, le preoccupazioni dell’individuo isolato dalla complessità della civiltà e che si inganna sulla sua difficoltà di adattamento.

Attraverso questi mondi di simboli, che così classificati s’articolano secondo un’analogia assai limpida, si delineano assai chiaramente alcuni assi privilegiati, quali:

Il rapporto quasi costante fra accensione e luce e fra integrazione e calore. Da segnalare anche le grandi direzioni analogiche della centralità e della destra e della sinistra.

Questi reti di coordinate, e altre che hanno un valore puramente sperimentale, formeranno un codice di schemi eidomotori, grazie al quale il simbolismo onirico, potrà essere esplorato in modo relativamente scientifico.

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