Pietro Aretino e i sogni 1

Lasciate che io vi conti il mio sogno, e poi vi ascoltarò.

aretino sogniDa “Sei giornate”
Edizione: a c. di Giovanni Aquilecchia, Bari, Laterza 1969 Pag. 217
Sogno di Pippa

PIPPA. Lasciate che io vi conti il mio sogno, e poi vi ascoltarò.

NANNA. Contalo.

PIPPA. Spianaretemelo?

NANNA. Spianarottelo.

PIPPA. Stamane in su l’alba mi pareva essere in una camera alta, larga e bella, la quale era parata di raso verde e giallo; e sopra i paramenti stavano appiccati spade indorate, cappelli di velluto ricamato, berrette con medaglie, brocchieri, dipinture e altre gentilezze. In un canto de la camera sedeva un letto di broccato riccio; e io badial badiale mi riposava in una sedia di cremisi tutta patacchiata di borchie d’oro a usanza di quella del papa: intorno a me si raggiravano buoi, asini, pecore, bufalacci, volpi, pavoni, barbagianni e merloni, i quali né per pugnerli io, né per bastonargli, né per tosarle, né per iscorticargli, né per iscardas sargli il pelo, né per trargli le penne e maestre e de la coda, né per berteggiargli, non si movevano; anzi mi leccavano da capo a piei: sì che io vorrei che mi schiarisse la verità di cotai bugia.

NANNA. Questo sogno intendo io come Daniello; e te ne puoi ben tener buona: perché i buoi e gli asini da te punti e bastonati sono i miseroni che ci staranno se crepassero; le pecore e i bufoli significano i disgraziati che da le tue novelle lasciarannosi tosare e scorticare; le volpi fingo per i trincati che rifrustarai nel lor dar ne le reti; per i pavoni scodati piglio i ricchi giovani e belli; i barbagianni e i merloni son brigataccia le quali si perderanno solamente a vederti e a udirti favellare.

PIPPA. Dove lasciate voi l’altre cose?

NANNA. Adagio: la camera parata dinota la tua grandezza; le galantarie appiccate sono i furtarelli che invisibilium e visi bilium trafugarai di mano a questo e a quello; la seggiola pontifica dimostra gli onori che tu arai da tutto il mondo. Sì che la andrà al palio.

PIPPA. Spettate, spettate: i pavoni che io ho sognati, guardandosi i piedi, non ischiamazzavano come sogliano fare. Che vuol dire?

NANNA. Ecco le mie profezie che ritornan vere: ecco che sarai savia, e perciò i rimasti ne le secchie di Barberia per tuo amore non si lamentaranno.

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