Può l’amore per la letteratura e l’arte preservare dalla violenza e dall’arroganza del potere?
Negli anni ‘ 90 dominati dalla rivoluzione dell’ ayattolah Khomeini, Azar Nafisi insegnante di persiano all’università di Teheran, organizza un seminario di letteratura nel soggiorno di casa sua, invitando a partecipare alcune fra le sue studentesse più dotate ed appassionate.
Intorno a questo luogo protetto, dove le letture spaziano dal Nabokov vietato di Lolita, all’ Henry James odiato e contestato dal regime, a Charlotte Bronte e Jane Austin, si svolgono le vicende drammatiche e le imposizioni dell’integralismo islamico, le violenze e le limitazioni sempre più gravi sulle donne, le censure e le restrizioni becere ed inutili nell’ambiente universitario.
Tutto il libro, bellissimo ed emozionante, è un resoconto fedele degli avvenimenti di quegli anni, della rabbia, della paura e della disperazione, delle speranza e delle lotte, ma anche della passione e della testardaggine, della vitalità e dell’amore di un gruppo di giovani donne che non vogliono arrendersi, unite dall identica passione per il linguaggio e per la letteratura che diventano ancora di salvezza, riflesso della realtà, sublimazione delle pulsioni umane.
E tutte le immagini, i dialoghi e i protagonisti delle opere esaminate che, nel corso delle lezioni emergono e prendono consistenza come gli altri personaggi del libro, danno vita ad una danza, un gioco di specchi, una trama che induce paure, rifiuti, infatuazioni, opposizioni, proteste, ma che porta anche a sognare, che rompe schemi ed abitudini mentali, che fa breccia nel pensiero e nel sentimento, che offre una nuova visione della realtà.
Questo è il vero pericolo per la visione integralista della nomenklatura komeiniana, il grande “Satana”: il pensiero originale che sopravvive, retaggio di una cultura millenaria ed unico spiraglio, unica vera via di fuga per chi non rinuncia ad una vita in cui ancora possano incidere la bellezza e la felicità.
Perchè :”…ogni grande romanzo è in realtà una fiaba. Le fiabe-spiegai- sono piene di streghe terrificanti che mangiano i bambini, di matrigne cattive che avvelenano le belle figliastre di padri vigliacchi che abbandonano i figli nella foresta, ma l’aura magica nasce dalla forza del bene… Ogni fiaba ci offre la possibilità di trascendere i limiti del presente e dunque, in un certo senso, ci permette alcune libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono, hanno in se’ il nocciolo di una rivolta, l’affermazione della vita contro la sua stessa precarietà.. la perfezione e la bellezza del linguaggio si ribellano alla mediocrità ed allo squallore…” ( pag.67)
“Leggere Lolita a Teheran” è da leggere e rileggere per non dimenticare e per comprendere a fondo come l’arroganza del potere (religioso e non) si accanisca sulle donne (non solo) e sul pensiero libero, sulla fantasia, sull’immaginazione, sul diritto ad un futuro che non sia il “sogno di un’altro”.
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