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Ludovico Ariosto e i sogni 5

Il diavol, riputandosi a gran scorno se fosse in cortesia da costui vinto, gli apparve in sogno un poco inanzi il giorno,

ariosto sogniTratto da: Satire
Edizione : Opere minori, a cura di C. Segre, Milano-Napoli, Ricciardi 1954
Prima edizione: 1517-1525
Satira V
Sognatore Galasso
Sogno dell’anello








Fu già un pittor, Galasso era di nome,
che dipinger il diavolo solea
con bel viso, begli occhi e belle chiome;
né piei d’augel né corna gli faccea,
né faccea sì leggiadro né sì adorno
l’angel da Dio mandato in Galilea.
Il diavol, riputandosi a gran scorno
se fosse in cortesia da costui vinto,
gli apparve in sogno un poco inanzi il giorno,
e gli disse in parlar breve e succinto
ch’egli era, e che venia per render merto
de l’averlo sì bel sempre dipinto;

però lo richiedesse, e fosse certo
di subito ottener le sue domande,
e di aver più che non se gli era offerto.
Il meschin, ch’avea moglie d’admirande
bellezze, e ne vivea geloso, e n’era
sempre in sospetto et in angustia grande,
pregò che gli mostrasse la maniera
che s’avesse a tener, perché il marito
potesse star sicur de la mogliera.
Par che ‘l diavolo allor gli ponga in dito
uno annello, e ponendolo gli dica:
- Fin che ce ‘l tenghi, esser non puoi tradito.
Lieto ch’omai la sua senza fatica
potrà guardar, si sveglia il mastro, e truova
che ‘l dito alla moglier ha ne la fica.
Questo annel tenga in dito, e non lo muova
mai chi non vuol ricevere vergogna
da la sua donna.

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