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Jorge Luis Borges e i sogni 11

Una notte ebbi un sogno che finì in incubo.

borges sogniTratto da: “Juan Muraña” in “Il manoscritto di Brodie”
Edizione: “Tutte le opere”, I Meridiani, Mondadori, Milano 1984, vol. II p. 401
Prima edizione: 1970
Sogno di Emilio Trapani

Una notte ebbi un sogno che finì in incubo. Sognai mio zio Juan. Io non avevo fatto in tempo a conoscerlo, ma me lo immaginavo con la faccia un po’ da indio, robusto, baffi radi e capelli lunghi.

Camminavamo verso il sud, fra grandi cave e cespugli, ma quelle cave e cespugli erano anche via Thames. Nel sogno il sole era alto. Zio Juan era vestito di nero. Si fermò vicino a una impalcatura, in una gola rocciosa. Teneva la mano sotto la giacca, all’altezza del cuore, non come chi sta per estrarre un’arma, ma come nascondendola.

Con voce molto triste mi disse: Sono cambiato molto. Incominciò a tirar fuori la mano e ciò che vidi era un artiglio di avvoltoio. Mi svegliai urlando nell’oscurità.

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