Tratto da: “L’immortale” in “L’Aleph”
Edizione: “Tutte le opere”, I Meridiani, Mondadori, Milano 1984, vol. I p. 775-76 e p. 781-82
Sogno del labirinto e Sogno della pioggia
Intollerabilmente sognai un esiguo e nitido labirinto: al centro era un’anfora; le mie mani quasi la toccavano, i miei occhi la vedevano, ma le giravolte erano tanto intricate e incerte che io sapevo che sarei morto prima di raggiungerla.
Le notti del deserto possono essere fredde, ma quella era stata un fuoco. Sognai che un fiume della Tessaglia (alle cui acque avevo restituito un pesce d’oro) veniva a liberarmi; sopra la rossa arena e sulla nera pietra l’udivo avvicinarsi; la freschezza dell’aria e il rumore accanito della pioggia mi destarono. Corsi nudo a riceverla.
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Marni








