Jorge Luis Borges e i sogni 15

Intollerabilmente sognai un esiguo e nitido labirinto: al centro era un'anfora; le mie mani quasi la toccavano, i miei occhi la vedevano, ma le giravolte erano tanto intricate e incerte che io sapevo che sarei morto prima di raggiungerla.

borges sogniTratto da: “L’immortale” in “L’Aleph”
Edizione: “Tutte le opere”, I Meridiani, Mondadori, Milano 1984, vol. I p. 775-76 e p. 781-82
Sogno del labirinto e Sogno della pioggia

Intollerabilmente sognai un esiguo e nitido labirinto: al centro era un’anfora; le mie mani quasi la toccavano, i miei occhi la vedevano, ma le giravolte erano tanto intricate e incerte che io sapevo che sarei morto prima di raggiungerla.

Le notti del deserto possono essere fredde, ma quella era stata un fuoco. Sognai che un fiume della Tessaglia (alle cui acque avevo restituito un pesce d’oro) veniva a liberarmi; sopra la rossa arena e sulla nera pietra l’udivo avvicinarsi; la freschezza dell’aria e il rumore accanito della pioggia mi destarono. Corsi nudo a riceverla.

Indietro


Leggi il prossimo “Sogno” di Borges

Peeplo Engine

Un motore di ricerca nuovo, ricco e approfondito.

Inizia ora le tue ricerche su Peeplo.