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Jorge Luis Borges e i sogni 1

A sinistra e a destra, assorti nel loro lucido sogno, si profilano i volti momentanei dei lettori, alla luce delle lampade studiose....

borges sogni Tratto da: “Leopoldo Lugones” in “L’artefice”
Autore: Borges Jorge Luis
Edizione: “L’artefice” in “Tutte le opere”, I Meridiani, Mondadori, Milano 1984, vol. I p. 1099-1101
prima edizione: 1960
Titolo: Sogno dell’incontro con Lugones

I rumori della piazza restano indietro, entro nella Biblioteca. In modo quasi fisico sento la gravitazione dei libri, l’ambito sereno di un ordine, il tempo disseccato e conservato magicamente.

A sinistra e a destra, assorti nel loro lucido sogno, si profilano i volti momentanei dei lettori, alla luce delle lampade studiose, come nella ipallage di Milton.

[…] Queste riflessioni mi lasciano alla soglia del suo studio. Entro; scambiamo alcune convenzionali e cordiali parole e le do questo libro. Se non m’inganno, lei non mi voleva male, Lugones, e le sarebbe piaciuto poter amare qualche mio lavoro. Ciò non accadde mai, ma ora lei sfoglia le pagine e legge approvando qualche verso, forse perché ha riconosciuto in esso la sua stessa voce, forse perché la pratica manchevole le importa meno della retta teoria.

A questo punto il mio sogno si disfà, come l’acqua nell’acqua. La vasta
biblioteca che mi circonda si trova in via México, non in via Rodríguez Peña, e lei, Lugones, si uccise al principio del ‘38.

La mia vanità e la mia nostalgia hanno eretto un scena impossibile. Sia pure così (mi dico), ma domani anch’io sarò morto e si confonderanno i nostri tempi, la cronologia si perderà in un orbe di simboli, e in qualche modo sarà giusto affermare che io le ho portato questo libro e che lei lo ha accettato.

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