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Jung e l'inconscio collettivo

Il termine di inconscio collettivo è legato a C. G. Jung che ne ha elaborato il concetto partendo dall’idea base di inconscio, fondamento della teoria psicoanalitica e del metodo di[...]

jung inconscio collettivo

Il termine di inconscio collettivo è legato a C. G. Jung che ne ha elaborato il concetto partendo dall’idea base di inconscio, fondamento della teoria psicoanalitica e del metodo di interpretazione dei sogni freudiano.

Si pensi al famoso sogno di Jung in cui, esplorando casa sua scende nei sotterranei fino a trovare resti di vestigia romane e poi sempre giù una caverna primitiva con reperti e teschi umani.

Ecco cosa scrive a questo proposito:

“Col pianterreno cominciava l’inconscio vero e proprio. Quanto più scendevo in basso, tanto più diveniva estraneo e oscuro. Nella caverna avevo scoperto i resti di una primitiva civiltà, cioè il mondo dell’uomo primitivo in me stesso, un mondo che solo a stento può essere illuminato dalla coscienza…. Il mio sogno pertanto rappresentava una specie di diagramma di struttura della psiche umana…. il sogno divenne per me un’immagine guida..fu la mia prima intuizione dell’esistenza, nella psiche personale, di un “a priori” collettivo..” (”Ricordi, sogni, riflessioni” Rizzoli pag. 187-188)

Questa intuizione spinse Jung ad analizzare i suoi sogni con sempre maggiore interesse trovandovi tracce di un passato storico e di immagini mitologiche non appartenenti al suo vissuto, e lo portò quindi a concepire l’esistenza di uno spazio inconscio più vasto e ricettivo che chiamò inconscio collettivo.

Se l’inconscio individuale fonda la sua esistenza sulle esperienze personali pur rimosse e sepolte, sui contenuti non accessibili alla coscienza, sulle pulsioni e sugli istinti più primitivi e segreti, l’inconscio collettivo scardina tale limite per acquisire uno spazio che oltrepassa il personale e che fa confluire le individualità in un’ impronta che designa TUTTO il genere umano.

Possiamo visualizzare l’inconscio individuale come una radice che affonda profondamente nella persona e l‘inconscio collettivo come l’insieme di rami e foglie che si intrecciano ad altri rami e foglie a formare una foresta.

L’inconscio collettivo è ciò che sostiene i comportamenti ed il sentire dell’essere umano “come razza”, è ciò che appartiene a tutti, si collega a tutti e riunisce ogni livello di esperienza.

I contenuti dell’inconscio collettivo derivano dall’ereditarietà e da forme e sistemi che hanno eguale validità in ogni cultura, in ogni area geografica ed in ogni periodo storico. In questo territorio, svincolato da ogni concetto di spazio e e di tempo, hanno origine i miti, gli archetipi ed i sogni ed acquisiscono maggior maggiore rilevanza gli aspetti legati alla spiritualità, all’istinto, all’ immateriale, all’irrazionale.

Il concetto di inconscio collettivo ci aiuta a comprendere l’esistenza delle sincronicità, delle intuizioni fulminee ed inspiegabili, delle “premonizioni”, dei “grandi sogni” e dei contenuti numinosi che affiorano alla coscienza. E ci aiuta a dare un senso alla nostra complessità di esseri umani.

Marzia Mazzavillani © Opera protetta da licenza C.C.
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