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La cibernetica applicata al sogno di P.M. Clemente

Ringrazio il Dott.Paolo Maria Clemente psicologo, psicoterapeuta e studioso di sogni per questo articolo scritto appositamente per la Guida Sogni in cui accosta il concetto di cibernetica ai sogni

cibernetica sogni


Ringrazio il Dott.Paolo Maria Clemente psicologo, psicoterapeuta e studioso di sogni per questo articolo scritto appositamente per la Guida Sogni in cui accosta il concetto di cibernetica ai sogni conducendoci così negli affascinanti territori dei sogni lucidi.
Dei quali descrive le sensazioni, il contesto e le differenze rispetto al sogno ordinario, presentandoci infine una sua tesi sul fine ed i possibili significati che questo può avere per il sognatore.


“Cibernetica”
è un nome difficile per designare una cosa semplice: l’arte di pilotare. Ogni automobilista sa che deve costantemente agire sul volante se vuole rimanere nella sua corsia. Girare leggermente il volante a sinistra, se l’auto sta andando verso il guard-rail, girare leggermente a destra se l’auto va verso l’altra corsia. Le piccole e continue deviazioni dalla giusta rotta sono dei segnali importanti a cui il guidatore risponde con piccoli colpetti di volante.

Anche nel sogno lucido succede qualcosa di analogo. A differenza dei sogni ordinari, che vengono scambiati per realtà, il sogno lucido è quel sogno in cui il sognatore si rende conto di sognare.

A volte ci rendiamo conto di sognare durante un incubo quando, al colmo dell’angoscia, diciamo a noi stessi “è solo un sogno”; altre volte riconosciamo il sogno per qualche dettaglio inverosimile dell’ambiente onirico. Una volta raggiunta la consapevolezza di sognare ci sono tre possibilità: o ci svegliamo, o perdiamo la consapevolezza riprendendo a scambiare il sogno per realtà, oppure rimaniamo lucidi e liberi di muoverci come ci pare all’interno del sogno.

Il sognatore lucido controlla il sogno e può farne ciò che vuole, ma deve avvalersi della cibernetica. Per mantenere la lucidità e non ricadere nell’illusione, infatti, il sognatore deve costantemente dire a se stesso “questo è un sogno”; ma per dirlo, deve continuare a rilevare le differenze tra mondo onirico e mondo reale: deformazioni, metamorfosi, salti spazi-temporali, assurdità sono tutti segnali che permettono al sognatore di distinguere il sogno dalla realtà.

E’ proprio rilevando queste deviazioni dal mondo della veglia che il sognatore lucido può conservare la consapevolezza di sognare. A ciascuno di questi segnali il sognatore risponde dicendo a se stesso “questo è un sogno”: in ciò consiste la cibernetica onirica, cioè l’arte di navigare nei mondi onirici od onironautica.

Ma perché il sogno contiene questi segnali?
Qual è il loro valore adattativo?

La mia ipotesi è che si tratti di segnali appositamente generati dalla mente per evitare che le esperienze oniriche vengano confuse con quelle reali. Vi lascio immaginare cosa accadrebbe al nostro senso di identità se la memoria autobiografica venisse inquinata da falsi ricordi.

La differenza tra sogno ordinario e sogno lucido consiste nel livello di consapevolezza di questi segnali “metaonirici” presenti in ogni sogno: i sognatori ordinari li riconoscono solo dopo il risveglio, mentre il sognatore lucido li riconosce mentre il sogno va in onda.


Paolo M. Clemente Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

Per altre notizie che riguardano il Dottor P.M. Clemente rimando i lettori al suo libro “Imperfetto onirico” di recente inserito nella “Biblioteca dei sogni” e al suo spazio online www.minding.it

clemente@minding.it

Riferimenti bibliografici

G. Bateson (1972), Verso un’ecologia della mente, trad. it. Adelphi, Milano 2000.
P.M. Clemente, “Imperfetto onirico”, Armando, Roma 2008.
H. de Saint-Denys (1867), I sogni e il modo di dirigerli, trad. it. Phoenix, Roma 2000.