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Il sogno di Nabucodonosor

Il più celebre sogno del Re babilonese Nabucodonosor interpretato dal Profeta Daniele, cui anche Dante Alighieri si ispirò descrivendo il "Veglio di Creta" nella Divina Commedia. (Inferno Inferno XIV, 103-111)

 sogno nabucodonosor

L’interpretazione dei sogni dell’antichità trova numerosi riscontri nella Bibbia e nei suoi racconti. I sogni del Re babilonese Nabucodonosor interpretati dal profeta Daniele, ne sono un esempio.

Il primo sogno, fatto dal Re nel secondo anno del suo regno, fu così inquietante che questi convocò al suo cospetto i maggiori interpreti, maghi, astrologi allo scopo di chiarire il sogno e rivelargli il significato. Il Re volle però la prova suprema della loro arte e competenza, rifiutandosi di raccontare il sogno e pretendendo che da soli arrivassero sia al sogno che alla relativa interpretazione.

“Questa è la mia decisione: se voi non mi rivelate il sogno e la sua spiegazione sarete fatti a pezzi e le vostre case saranno ridotte in letamai. Se invece mi rivelerete il sogno e me ne darete la spiegazione, riceverete da me doni, regali e grandi onori. Ditemi dunque il sogno ….. e io saprò che voi siete in grado di darmene anche la spiegazione”.

Gl interpreti ed i saggi, non potendo rispondere al Re ed alle sue richieste, furono così messi a morte. In questa situazione drammatica Daniele intervenne chiedendo al Re il tempo necessario per risolvere l’enigma del suo sogno.

Daniele, molto giovane a quell’epoca, faceva parte del gruppo di Ebrei deportati dopo la conquista di Gerusalemme e la distruzione del Tempio ad opera del Re-condottiero Nabucodonosor.

Egli radunò i suoi compagni ed insieme pregarono il Signore Iddio affinché li illuminasse su questo sogno, e li salvasse dalla morte riservata ai saggi ed a cui sarebbero ben presto andati incontro.

Il mistero del sogno e la sua interpretazione furono svelati a Daniele di notte, ed egli benedisse e ringraziò così il Signore:

“Sia benedetto il nome di Dio di secolo in secolo,
perché a lui appartengono la sapienza e la potenza.

Egli alterna tempi e stagioni, depone i re e li innalza,
concede la sapienza ai saggi,
agli intelligenti il sapere.

Svela cose profonde e occulte
e sa quel che è celato nelle tenebre
e presso di lui è la luce.

Gloria e lode a te, Dio dei miei padri,
che mi hai concesso la sapienza e la forza,
mi hai manifestato ciò che ti abbiamo domandato
e ci hai illustrato la richiesta del re”.(Libro di Daniele- Cap.2)

Daniele ritornò al cospetto del Re, gli rivelò il sogno e la relativa interpretazione:

“Il mistero di cui il Re chiede la spiegazione non può essere spiegato né da saggi, né da astrologi, né da maghi, né da indovini; ma c’è un Dio nel cielo che svela i misteri ed egli ha rivelato al re Nabucodonosor quel che avverrà al finire dei giorni. Ecco dunque qual era il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente, mentre dormivi nel tuo letto.

O re, i pensieri che ti sono venuti mentre eri a letto riguardano il futuro; colui che svela i misteri ha voluto svelarti ciò che dovrà avvenire. Se a me è stato svelato questo mistero, non è perché io possieda una sapienza superiore a tutti i viventi, ma perché ne sia data la spiegazione al re e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore. Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte di creta. Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma non per mano di uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e di argilla, e li frantumò.

Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta quella regione.

Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. Tu o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. A te ha concesso il dominio sui figli dell’uomo, sugli animali selvatici, sugli uccelli del cielo; tu li domini tutti: tu sei la testa d’oro. Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra. Vi sarà poi un quarto regno, duro come il ferro. Come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma avrà la durezza del ferro unito all’argilla. Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile.

Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla. Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.

Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il Dio grande ha rivelato al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione”. (Libro di Daniele- Cap. 2)

L’interpretazione del sogno colpì il Re Nabucodonosor così profondamente, che questi riconobbe l’esistenza del vero Dio, e si prostrò davanti a Daniele, oltre a riempirlo di doni ed eleggerlo a capo di tutti i saggi di Babilonia.

Marzia Mazzavillani © Opera protetta da licenza C.C.
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