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Sogno del grande albero del Re Nabucodonosor

Il sogno profetico del Re Nabucodonosor interpretato ancora dal Profeta Daniele ha come immagine centrale quella di un grande albero fra i cui rami trovano riparo innumerevoli uccelli e che viene abbattuto al suolo

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Il secondo sogno citato nel libro del Profeta Daniele riguarda ancora il Re Nabucodonosor che, dopo aver conquistato Gerusalemme, distrutto il tempio, e deportato gli ebrei, si servì della saggezza e dell’ abilità nell’interpretazione dei sogni del giovane Daniele.

Se il primo sogno fatto da Nabucodonosor riguardava una profezia legata al ciclo storico del regno, questo nuovo sogno rivela al re le future vicende che lo vedranno perdere le sue ricchezze e la sovranità di Babilonia, ma che lo porteranno ad aprire gli occhi sul vero Dio e a convertirsi alla vera fede.

Come nel sogno precedente, il re turbato dalle proprie immagini oniriche, convocò i saggi e gli interpreti reali che non riuscirono però a venirne a capo. E di nuovo Daniele, il giovane Baltazzàr, “un uomo in cui è lo spirito degli dei santi”, fu chiamato al cospetto del re ad ascoltare il suo sogno:

“Le visioni che mi passarono per la mente, mentre stavo a letto, erano queste:

Io stavo guardando
ed ecco un albero di grande altezza in mezzo alla
terra.
Quell’albero era grande, robusto,
la sua cima giungeva al cielo
e si poteva vedere fin dall’estremità della terra.
I suoi rami erano belli e i suoi frutti abbondanti
e vi era in esso da mangiare per tutti.
Le bestie della terra si riparavano alla sua ombra
e gli uccelli del cielo facevano il nido fra i suoi
rami;
di lui si nutriva ogni vivente.
Mentre nel mio letto stavo osservando
le visioni che mi passavano per la mente,
ecco un vigilante, un santo, scese dal cielo
e gridò a voce alta:
«Tagliate l’albero e stroncate i suoi rami:
scuotete le foglie, disperdetene i frutti:
fuggano le bestie di sotto e gli uccelli dai suoi
rami.
Lasciate però nella terra il ceppo con le radici,
legato con catene di ferro e di bronzo
fra l’erba della campagna.
Sia bagnato dalla rugiada del cielo
e la sua sorte sia insieme con le bestie sui prati.
Si muti il suo cuore e invece di un cuore umano
gli sia dato un cuore di bestia:
sette tempi passeranno su di lui.
Così è deciso per sentenza dei vigilanti
e secondo la parola dei santi.

Così i viventi sappiano che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo può dare a chi vuole e insediarvi anche il più piccolo degli uomini.

Questo è il sogno, che io, re Nabucodonosor, ho fatto. Ora tu, Baltazzàr, dammene la spiegazione. Tu puoi darmela, perché, mentre fra tutti i saggi del mio regno nessuno me ne spiega il significato, in te è lo spirito degli dei santi.” (Libro di Daniele-Cap. 4)

E questa è l’interpretazione del sogno del re Nabucodonosor da parte di Daniele:

“Signor mio, valga il sogno per i tuoi nemici e la sua spiegazione per i tuoi avversari. L’albero che tu hai visto, grande e robusto, la cui cima giungeva fino al cielo e si poteva vedere da tutta la terra e le cui foglie erano belle e i suoi frutti abbondanti e in cui c’era da mangiare per tutti e sotto il quale dimoravano le bestie della terra e sui cui rami facevano il nido gli uccelli del cielo, sei tu, re, che sei diventato grande e forte; la tua grandezza è cresciuta, è giunta al cielo e il tuo dominio si è esteso sino ai confini della terra.

Che il re abbia visto un vigilante, un santo che scendeva dal cielo e diceva: Tagliate l’albero, spezzatelo, però lasciate nella terra il ceppo delle sue radici legato con catene di ferro e di bronzo fra l’erba della campagna e sia bagnato dalla rugiada del cielo e abbia sorte comune con le bestie della terra, finché sette tempi siano passati su di lui, questa, o re, ne è la spiegazione e questo è il decreto dell’Altissimo, che deve essere eseguito sopra il re, mio signore: Tu sarai cacciato dal consorzio umano e la tua dimora sarà con le bestie della terra; ti pascerai d’erba come i buoi e sarai bagnato dalla rugiada del cielo; sette tempi passeranno su di te, finché tu riconosca che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo dà a chi vuole.

L’ordine che è stato dato di lasciare il ceppo con le radici dell’albero significa che il tuo regno ti sarà ristabilito, quando avrai riconosciuto che al Cielo appartiene il dominio. Perciò, re, accetta il mio consiglio: sconta i tuoi peccati con l’elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti, perché tu possa godere lunga prosperità”. ( Libro di Daniele- Cap. 4)


L’interpretazione del sogno profetico del re Nabucodonosor
ad opera del Profeta Daniele si rivelò esatta e, come fedelmente descritto nel capitolo quarto del Libro di Daniele, dove il Re racconta in prima persona, questi cadrà in disgrazia e perderà il suo regno per riconquistarlo dopo le innumerevoli prove previste dalla profezia.

Marzia Mazzavillani © Opera protetta da licenza C.C.
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