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Eyes wide shut

Eyes Wide Shut ( occhi chiusi aperti) chiude gli occhi sul reale per aprirli sulla dimensione del sogno, e impercettibilmente gradualmente arriva nel finale a chiuderli sul sogno e riaprirli sulla realtà. Questo in una circolarità di situazioni ed immagini che che lo rendono sempre attuale e da riscoprire ad ogni visione

eyes wide shutRegia: Stanley Kubrick
Titolo: Eyes wide shut
Protagonisti: Nicole Kidman, Tom Cruise, Sydney Pollack
Anno: 1999
Genere: Drammatico,
Durata: 160′
Produzione: Gran Bretagna, USA

Le certezze del dottor William Hartford ( T. Cruise) si dissolvono quando la moglie Alice ( N. Kidman) gli racconta i suoi sogni di tradimento, ed una paziente gli dichiara il suo amore di fronte al cadavere del padre. Si farà tentare dapprima da una prostituta, poi entrerà ad una festa in maschera dove verrà scoperto e “salvato” da una donna misteriosa. La stessa di cui osserverà poi conturbato il cadavere all’obitorio?

L’ultimo film di Stanley Kubrick, uscito dopo la sua morte è un lucido e disincantato viaggio dentro dentro le contraddizioni della morale. Adattando “Doppio sogno” di Schnitzler, il regista rispetta l’andamento della novella ma la depura della sua ambigua morbosità per farne una incalzante e razionale riflessione sulla moralità dei comportamenti umani….. Il sogno di Alice è un vero tradimento? E le visita alla prostituta che si conclude senza un amplesso? Cosa è costato alla donna misteriosa la salvezza di Hartford?

Kubrich, nella sua oggettività raffredda anche le emozioni che vengono dal subconscio, per riflettere nel modo più obiettivo possibile sui comportamenti umani. E in questo viaggio nel quale ogni regola sembra sparita, la risposta finale della moglie: “Qual è la cosa che va fatta il prima possibile? Scopare” è l’ennesimo sberleffo di un moralista che non ha mai cessato di interrogarsi sui limiti di ogni morale. Il titolo è un gioco di parole che significa “occhi spalancati chiusi”. I quadri nell’appartamento degli Hartford sono della moglie di Kubrick. (liberamente tratto da “Il Merenghetti- Dizionario dei film 2002)

A Manhattan – ricostruita in studio a Pinewood, GB – alla fine del ‘900, la quieta vita di una giovane e agiata coppia entra in crisi quando cominciano a incrociarsi desideri, gelosie, fantasie sessuali, adulteri sognati o mancati. L’epilogo è pragmatico, non consolatorio. Pur nella sua sostanziale fedeltà, il 13° e ultimo film di S. Kubrick (1928-1999), sceneggiato con Frederic Raphael, reinventa il romanzo breve “Traumnovelle” (Doppio sogno, 1926) di A. Schnitzler.

Opera imperfetta, un po’ ripetitiva e incompiuta (nel montaggio) che a livello stilistico rifiuta ogni pathos, è leggibile in chiave ironica, psicanalitica, politica, persino filosofica come suggerisce il titolo: per vedere meglio – per accedere a un’“altra” visione – bisogna tenere gli occhi ben chiusi. Fondato sul numero due (la coppia, lo specchio, il doppio, ecc.), è un film che trasuda denaro nella sua impietosa descrizione dei rapporti di classe, di censo, di potere, soprattutto sui poveri e sulle donne e sui loro corpi…. Qui la frontiera è tra realtà e sogno nel senso che la vita è strutturalmente anche sogno, non contenuto, ma forma della Traumnovelle. (Liberamente tratto da Il Morandini di Laura, Luisa e Morando Morandini)

Marni-commento: Colpisce di Eyes Wide Shut la continua sovrapposizione dei due livelli: il sogno e la realtà e il loro dissolversi l’uno nell’altro. Un doppio sogno. Così che il livello del sogno diventa a volte più tangibile della realtà, e questa, in altri momenti, pare sfaldarsi e diventare sogno. E spinge a chiedersi: Cosa è vero? Qual è il livello che appartiene alla realtà nella narrazione dei fatti? E in che modo i sogni alterano e modificano la realtà dei personaggi?

Eyes Wide Shut ( occhi chiusi aperti) chiude gli occhi sul reale per aprirli sulla dimensione del sogno, e impercettibilmente gradualmente arriva nel finale a chiuderli sul sogno e riaprirli sulla realtà. Questo in una circolarità di situazioni ed immagini che che lo rendono sempre attuale e da riscoprire ad ogni visione. Intellettuale, enigmatico, raffinato.

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Trailer del film

Marzia Mazzavillani © Opera protetta da licenza C.C.
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