
Se l’archetipo dell’eroe nasce come un afflato che si dilata fino a diventare determinazione e sicurezza nel compiere l’azione “eroica”, l’archetipo del guerriero fa emergere un istinto potente che non si esaurisce con il raggiungimento dello scopo, la cui efficacia non è importante quanto la spinta all’azione che può auto-alimentarsi fino a diventare lotta perenne.
La forza ed il coraggio che l’archetipo del guerriero trasmette, portano a combattere per difendersi, per difendere il proprio territorio, per proteggere i propri cari, i propri valori, la propria patria. Per questa ragione nella nostra cultura l’identificazione guerriero -eroe è ricorrente, accettata, rassicurante. Quando l’eroe -guerriero trionfa sul male e sull’archetipo del nemico, il bisogno che il bene trionfi sul male viene confermato, e noi, come essere umani, sentiamo speranza, vediamo una possibilità per il futuro e per le occasioni delle vita. Ci allontaniamo così dal pessimismo, dal nichilismo, dalla depressione, dalla paura dell’imponderabile.
Lo sviluppo dell’archetipo del guerriero è essenziale per imparare ad agire nella vita, per costruire la propria autostima, affermare la propria volontà e la propria verità, perseguire un ideale, modificare ciò che non va nel proprio ambiente.
In polo negativo questo archetipo considera la vita una lotta perenne, è in “guerra” con tutti, è divorato da una competitività esasperata, dal volere vincere in ogni situazione, dal bisogno di affermare la propria superiorità in ogni contesto. Come se canalizzasse solo l’energia molto elementare (e primitiva) della contrapposizione IO-ALTRI.
L’affermazione della propria superiorità sugli altri, non è realizzazione del proprio IO e non presuppone una vera conoscenza di Sé, la lotta per avere il potere sugli altri non è espressione del proprio potere personale. Solo se il guerriero rinuncia all’esigenza di essere “più di…. , “meglio di….“, interrompe il circolo vizioso della lotta fine a se stessa, e può riflettere sul proprio viaggio.
Può chiedersi “Chi sono io?” Solo allora può fare l’esperienza dell’”essere” e contattare l’eroe dentro di sé. Imparando, infine, a considerare l’affermazione dei propri bisogni e desideri, come un processo e non come una strategia di guerra. Questo è il primo fondamentale risultato che prescinde dal raggiungimento degli scopi preposti.
Il guerriero teme la debolezza, l’inefficienza, la paura, teme le emozioni; il suo desiderio di conquista può diventare ossessivo, le vittorie che raggiunge possono apparire vuote, prive di significato e non dargli la soddisfazione che immaginava.
L’energia del guerriero che, in automatico lotta e combatte, equivale a quell’aspetto dell’archetipo del maschile che impone il raggiungimento di risultati su risultati, che trascina verso progetti non sostenuti dal femminile, ovvero non elaborati, intuiti, sognati, amati, e la cui realizzazione non affranca l’individuo dall’ insoddisfazione, dall’alienazione, dal senso di vuoto.
Solo quando abbraccia la vulnerabilità, l’emozione e l’amore, l’archetipo del guerriero lo conduce in un percorso di crescita che consolida le qualità guerriere al servizio della piena espressione di Sè.
L’archetipo del guerriero nei sogni si esprime nelle situazioni in cui compaiono soldati e militari, nella vicende oniriche di guerra, nelle lotte corpo a corpo, nelle armi impugnate o ricercate, nelle situazioni in cui si avverte prepotente la necessità di difendersi.
Anche la forza che si sente scorrere in sé e che, a volte, nei sogni conduce ad imprese incredibili e risolutive, o lo slancio che consente di superare ogni ostacolo, sono manifestazioni dell’archetipo in azione. La sua trasformazione nei sogni è segnalata dall’emergere dei sentimenti di amore e compassione, identificazione ed accettazione.
Il percorso dell’archetipo del guerriero muove allora dall’aggressività volta alla difesa ed all’ affermazione di sé, verso il raggiungimento di uno scopo che dia pienezza, la scoperta e l’accettazione dell’altro, nelle sue esigenze e nei suoi diritti, la sicurezza di chi pretende e sa offrire rispetto.
Marzia Mazzavillani © Opera protetta da licenza C.C.
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