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Insicurezza. Sogni ed incubi in un corto

Sogni ed incubi sono centrali nel corto "Insicurezza", prodotto e realizzato dalla giovane regista Farida Saydo Mimi e selezionato al Festival delle nuove arti di Montepulciano, ed al festival I corti sul lettino - Cinema e Psicoanalisi

Insicurezza  cortometraggio

“Insicurezza” è il titolo di un corto prodotto e realizzato da Farida Saydo Mimi e selezionato allo FNAM Festival delle nuove arti di Montepulciano. La giovane regista si cimenta in questo lavoro con il tema dei sogni ricorrenti, e degli incubi.

Sogni ed incubi sono infatti centrali della storia: angosciano la protagonista spingendola a cercare di rimanere sempre sveglia. Assistiamo così a serate solitarie davanti alla tv, con l’unica compagnia delle sigarette fumate a ritmo serrato e delle pause caffè. Tuttavia sonno e sogni riescono sempre a carpirla, e sono le immagini oniriche allora, sfumate e confuse ed accompagnate da suoni inquietanti, ad aprire la porta ad un’altra dimensione, a cui, nonostante tutti i tentavi non si riesce a sfuggire.

E sono gli incubi, il respiro affannoso di un uomo senza volto, il coltello, simbolo fallico ed aggressivo per eccellenza, che emergono a dare una forma all’insicurezza e a rappresentare il tormento, la paura che la protagonista di giorno tiene sotto controllo.

L’ insicurezza profonda che non concede tregua, che nelle immagini è accompagnata dalla timidezza, dalla solitudine, dalla tristezza e scandita dai piccoli riti quotidiani. Fino al cambiamento: una persona riuscirà a penetrare nel cerchio coatto di questa insicurezza…

Un cambiamento che influirà anche sui sogni e che verrà proposto come soluzione per le immagini drammatiche degli incubi. Il corto si chiude infatti con la rappresentazione dell’ultimo sogno, in cui i personaggi si definiscono e la lisi del sogno diviene chiara (forse un po’ ingenua) e lascia presagire ulteriori sviluppi ed un futuro più sereno.

Il tema scelto dalla giovane regista è coraggioso e non facile, il film è molto ben girato, le inquadrature interessanti, gli attori dilettanti, ma con una buona presenza scenica, i dialoghi, in alcuni momenti, forse un po’ forzati.

Un buon lavoro, tuttavia, pieno di passione e di buona volontà. Un apprezzamento particolare alla regista, veramente brava, cui faccio mille auguri e ringraziamenti per avermi citata riportando in apertura film, una frase tratta dal mio articolo sui incubi:

“Negli incubi tutti quanti siamo vittime delle nostre energie rinnegate. La paura allora diventa un espediente usato dalla psiche per agganciare la nostra attenzione su qualcosa che ha bisogno di essere portato alla luce.”

Marzia Mazzavillani © Opera protetta da licenza C.C.
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Gallery: Foto dal corto “Insicurezza”

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