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I sogni in gravidanza

I sogni in gravidanza sono una spia del processo inconscio che accompagna i nove mesi della gestazione e costituiscono un supporto di grande efficacia nel portare a galla tensioni e conflitti rimossi che possono provocare disturbi psicosomatici, stanchezza, irritabilità e depressione.

sogni in gravidanza

I sogni in gravidanza riflettono la vulnerabilità vissuta in questo momento cruciale nella vita femminile, e possono aumentare la loro produzione, intensità ed essere ricordati anche da chi normalmente afferma di “non sognare”. La gravidanza comporta cambiamenti sostanziali sul piano fisiologico e psicologico: i processi metabolici, le tendenze ricettive attribuite al femminile, il riattivarsi di conflitti, ansie, frustrazioni vissute nel ruolo di figlia, danno vita a tensioni che, dal momento del concepimento a quello del parto, costringono la donna a confrontarsi con un carico di emozioni che ha picchi di grande intensità e variabilità.

E’ importante ricordare che in questo periodo, oltre al feto che cresce nell’utero, nascono ed acquistano spazio nella donna gravida nuovi Sè psichici, Sub-personalità legate al nuovo ruolo da affrontare e a mutate condizioni fisiche o ambientali. La struttura della personalità si amplia allo scopo di mettere la donna in condizione di affrontare il momento del parto ed il legame con il futuro bambino. Questo non avviene in modo semplice ed automatico: anche quando la gravidanza è desiderata e vissuta con serenità, ci saranno sempre aspetti, più o meno repressi, legati alla paura, al senso di inadeguatezza, al rifiuto.

I sogni si incaricano di raccogliere e riflettere tali “scomode” emozioni creando situazioni oniriche che sembrano amplificare la normale carica di fantasia e creatività dell’inconscio, e che possono provocare ansia e sgomento nelle sognatrici.

I sogni in gravidanza sono legati alle varie fasi che la donna incinta sta attraversando e che, negli studi statistici di Natalie Shainess ( “Problemi psicologici connessi alla maternità”, a cura di Arieti S. -Manuale di psichiatria vol I Boringhieri To 1969) sono divise in tre fasi. Il primo trimestre di gravidanza sembra più connesso ai timori dell’aborto e alla paura di non portare a termine la gravidanza. Il secondo vede un accentuarsi di sintomi psicosomatici con cefalee, ansie e fobie che possono ricondursi ai conflitti non risolti, mentre il terzo trimestre si configura con una sorta di appiattimento delle emozioni, che può tradursi in disinteresse verso quanto accade all’esterno, in un un concentrarsi fisico ed emotivo su di sé come riflesso dell’unico mondo possibile e voluto.

Naturalmente, tale divisione non va abbracciata in modo rigido, ma considerata una griglia di riferimento che può aiutarci a meglio comprendere ciò che emerge nei sogni in gravidanza.

Sogni relativi al primo trimestre di gravidanza facilmente riportano simboli come stretti canali ostruiti, percorsi bui e tortuosi, fiumi che trascinano acque torbide ed impetuose oppure calme e tiepide, cavità sottomarine calde ed accoglienti, misteriose, inquietanti. Ed infine sangue, che si declina in varie situazioni fino alle esplicite immagini delle mestruazioni in arrivo o di un aborto, che rappresentano nel modo più chiaro, i timori della gravida (in particolare quanto tali timori siano, nella realtà, ben nascosti o “non sentiti”).

Simboli che possono collegarsi al secondo trimestre di gravidanza, oltre alle situazioni di ansia e di perdita che possono persistere, sono la caduta dei denti, dei capelli e altre rappresentazioni di sé in cui il corpo risulta diverso, menomato inadatto a fronteggiare l’evento onirico. Ma più spesso, in questa fase, sopraggiungono sogni legati ai conflitti irrisolti ed alla propria relazione con il femminile archetipico. Compaiono allora donne misteriose e velate che attraggono o intimoriscono, vecchie sagge o ributtanti, membri della famiglia: la madre, la nonna, le zie ecc…

Il terzo trimestre, nel ritiro in Sè, prospettato dalla statistiche sopra riportate, fa emergere nei sogni le ansie e le aspettative verso il bambino, o meglio, verso l’immagine costruita, sognata e desiderata (il bambino-fantasma), ma anche gli aspetti archetipici del puer aeternus, le parti vulnerabili ed infantili che sopravvivono nella struttura psichica dell’adulto e che temono di perdere uno spazio a scapito del fanciullo in carne ed ossa che sta per venire al mondo.

In fine gravidanza è facile sentire il conflitto fra i nuovi aspetti materni oblativi che indirizzano le loro cure al prossimo nascituro, e le paure o richieste del “proprio “bambino interiore” che, tacciate di egoismo e ricacciate nel profondo, si ripresentano nella fase di puerperio più potenti che mai, a reclamare un’attenzione quasi mai accolta, e a trasformare la fase post-partum in un percorso a volte accidentato, faticoso o, nei casi più gravi, depressivo.

I sogni in gravidanza sono una spia del processo inconscio che accompagna i nove mesi della gestazione, per questa ragione il lavoro con i sogni nel periodo della gravidanza costituisce un supporto di grande efficacia che porta a galla tensioni e conflitti rimossi che, agendo in modo sotterraneo, possono provocare disturbi psicosomatici, stanchezza, irritabilità e depressione.

Mentre l’analisi e la presa di coscienza di queste energie presenti nei sogni in gravidanza può diventare un vero punto di forza sia per la gestante che per la puerpera, ampliare la consapevolezza di sé, aiutarla ad accettare i propri limiti e a scoprire le proprie risorse aprendosi al nuovo ruolo di madre, senza annullarsi e senza asservire i rimanenti aspetti del sua femminilità.



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