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L'archetipo del cavaliere

L'archetipo del cavaliere, che sopravvive nell’immaginazione collettiva moderna, è legato alla interiorizzazione ed alla difesa di alcuni valori basilari: la purezza, la lealtà, l’onore, l’impegno, la difesa del più debole, la fedeltà ad un sovrano, ad una donna, ad una causa.

archetipo del cavaliere

Ci sono aspetti nell’archetipo del maschile che tendono a coincidere, o che in sé contengono elementi di un altro simbolo. Si pensi all’ archetipo dell’eroe e all’archetipo del guerriero, al mago e allo stregone, al senex ed al vecchio saggio che hanno sfumature simili pur esprimendo significati diversi. Così accade per l’archetipo del cavaliere e l’archetipo dell’eroe. Come riconoscerli e distinguerli? Quali le differenze sostanziali fra i due ? E cosa pensare quando un cavaliere nei sogni colpisce la nostra immaginazione o, nelle vesti di cavaliere, ci si trova a cavalcare in un sogno ?

L’archetipo del cavaliere è legato alle tante imprese che nelle saghe, nelle favole, nella storia, ci restituiscono l’immagine dei cavalieri come eroi -guerrieri che combattono per una causa o un un ideale, affascinanti nel loro sprezzo del pericolo, coraggiosi, impegnati a custodire segreti e a difendere tesori dal nemico. Giovani, aitanti, sovente innamorati, e per l’amata pronti a compiere imprese e duelli.

Anche se la realtà storica è ben diversa e gli ordini cavallereschi spesso composti da elementi rozzi, sporchi, violenti e brutali, il significato dell’archetipo del cavaliere, che sopravvive nell’immaginazione collettiva moderna, è legato alla interiorizzazione ed alla difesa di alcuni valori basilari: la purezza, la lealtà, l’onore, l’impegno, la difesa del più debole, la fedeltà ad un sovrano, ad una donna, ad una causa.

Rispetto al guerriero, il simbolo del cavaliere è più spiritualizzato e connesso al mondo delle idee (idee di sé, idee del mondo) all’osservanza di valori che divengono norme con cui confrontarsi fino all’esaurimento (che il guerriero invece tende ad infrangere per raggiungere il propri scopi e perseguire la vittoria).

Il cavaliere fa dono di Sè, mette sé stesso (il proprio valore, le proprie armi, la propria intelligenza e fede) al servizio di qualcun altro o di qualche scopo superiore: Dio, il Re, la patria, la donna amata.

Ma è importante non dimenticare il contesto guerresco in cui il cavaliere si muove. Interessante a questo proposito quanto scrive Chevalier-Gheerbrant:

” La cavalleria dà uno stile alla guerra come all’amore ed alla morte: l’amore è vissuto come un combattimento, la guerra come un amore e ad ambedue il cavaliere si sacrifica fino alla morte lottando contro tutte le forze del male…L’ideale cavalleresco sembra inseparabile da un certo fervore religioso”

Si pensi ai Cavalieri della tavola rotonda, ai Cavalieri Templari, ai Custodi del Tempio, ai Cavalieri di Rodi, in cui il misticismo si fonde con lo spirito guerriero e il potere temporale. Così, mentre la cerca del Graal esprime i più alti valori di sacrificio a favore dell’umanità tutta, altri ordini ed altri obiettivi, si allontanano dal senso più limpido dell’archetipo.

Rispetto all’eroe, il cavaliere è più “terragno” e limitato, la sua investitura comporta l’adesione a valori che “deve” abbracciare, almeno formalmente, per ricoprire questo ruolo. Questi valori non sono frutto di un percorso di vita, non vengono scoperti, integrati e strutturati dentro, come avviene per l’eroe, ma fatti propri come condicio sine qua non.

Ciò non significa che il cavaliere non possa essere un valoroso o un eroe, ma che i valori di cui sopra, accettati per puro senso del dovere, possono non sfociare in atti di eroismo.

L’archetipo del cavaliere nei sogni si esprime nei simboli di uomini a cavallo, spade, bandiere, vessilli, nelle immagini di giovani belli e coraggiosi, nelle situazioni in cui si avverte prepotente il bisogno di salvare qualcuno o di salvare il mondo.

Il cavallo
montato dal cavaliere può collegarsi ai moti istintivi tenuti a freno o alla rivolta di questi (nel caso in cui il cavallo disarcioni il cavaliere o imponga la sua direzione), e dare voce ad energie psichiche opposte rispetto a quelle esaminate fin’ora. Si profilano gli aspetti “negativi”: il cavaliere nero votato al male, accecato dalla ricerca del potere, traditore degli ideali di giustizia e sobrietà (si pensi ai cavalieri Jedi di Guerre stellari ed al lato oscuro della forza che ha attratto Dart Fener). O il centauro nei sogni che rappresenta l’aspetto più primitivo del simbolo, con le passioni e gli istinti al potere che soverchiano razionalità e controllo (i centauri, fusione di uomo e cavallo, erano dediti ad eccessi e sfrenatezze). Al polo opposto, il cavaliere è simbolo della disciplina, forza della ragione, controllo, focalizzazione verso un obiettivo collettivo.

Anche il colore ed il portamento del cavallo sono importanti per aiutarci a cogliere il significato del cavaliere nei sogni, così come importanti sono gli abiti indossati, i mantelli, le armi e le eventuali armature ed elmi, che costituiscono il diaframma fra sè e gli altri (la protezione delle proprie idee, dei propri valori, la fermezza delle proprie convinzioni).

Il sentimento d ‘amore disinteressato e puro è centrale nel simbolismo del cavaliere. L’amor cortese in auge nella Francia del sec XII fra i poeti provenzali, portava alla ribalta il sentimento d’amore esclusivo, puro ma non ascetico, fra il cavaliere e la sua dama, come strumento per raffinare la rozza natura del maschile e metterlo al servizio del femminile. In questa interazione si realizzava una simbolica unione degli opposti, che può esser considerata tensione ideale anche nell’archetipo del cavaliere.



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