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Una bella storia musicale la salsa

Dagli albori della vita sulla terra l'uomo ha sempre usato la musica come forma di comunicazione, ogni popolo ha per questo sviluppato tradizioni e suoni propri e rappresentativi della cultura della terra. Se parliamo della zona caraibica non possiamo non parlare della salsa.

La salsa è senza ombra di dubbio il ritmo più conosciuto nell’ambito della musica latina, ma la sua storia non si perde nella notte dei tempi, è piuttosto recente e proprio grazie alla sua “mezcla magica” (miscela magica) regala all’ascoltatore ed al ballerino la sensazione di trovarsi di fronte ad una complessa serie di apporti ritmici dalle più svariate origini.

La colonizzazione di Cuba ebbe inizio nel 1510 e nel giro dei primi cinquanta anni la popolazione nativa fu sterminata completamente, gli spagnoli cominciarono a spostare masse numerosissime di schiavi africani per soddisfare la sempre crescente necessità di forza lavoro sull’isola, questo è da molti considerato il primo passo di una cultura musicale, il sistema amministrativo di quei tempi infatti permise a queste tribù di conservare buona parte le proprie tradizioni anche ritmiche ma che inevitabilmente cominciarono a fondersi tra loro, le novità per quel tempo più importanti furono l’uso di nuove percussioni ed il costume vocale che prevedeva una voce singola alternata alla voce di un coro.

Dal canto loro gli spagnoli , influenzati dal recente dominio arabo apportarono l’uso di strumenti a corda.

Dopo qualche secolo di amalgama nasce la prima vera forma musicale cubana il “SON” basato sul suono tipico di uno strumento a tre corde doppie chiamato “tres”, le tracce di questo ritmo hanno come interprete più “antico” tale Nené Manfugás , dalle zone di Santiago all’inizio del 900 presto si diffuse in tutta l’isola diventando il “suono” di Cuba, a cavallo degli anni “30 ecco il primo incontro con gli Stati Uniti e l’Europa grazie alle prime tournèe ed i primi successi internazionali come el “son pregòn de Moisès Simòn” .

Nella salsa confluiscono anche apporti europei in particolare francesi, molte fonti citano l’arrivo in massa di affaristi francesi in fuga da Haiti nella rivoluzione del 1798 con la loro numerosa servitù, essi portarono nella zona di Santiago il minuetto e la controdanza con strumenti come piano violino e flauto che incorporando le percussioni cubane creò il genere della “charanga” inizialmente conosciuto come “charanga francesa”.

Precursori della salsa sono anche le prime forme di “Danzòn”, “Danzonete” e “Danzòn mambo”, dopo un periodo di alterne fortune musicali e gli apporti degli altri generi che man mano si erano creati non più solo nella zona caraibica ma anche nel crescente mercato nord americano, ecco apparire “La Fania all stars” ed i suoi musicisti, grazie a questa etichetta e solo nel 1973 viene istituzionalizzato il termine salsa, ossia la mescola e la convergenza prodigiosa di radici musicali diverse, in grado di unire i mille suoni del mondo latino –americano.

Molti artisti hanno contribuito spesso senza saperlo alla creazione di questo incantesimo che ormai appartiene al mondo intero tra questi vogliamo ricordare Benny Morè, Ismael Miranda, Hector Pèrez, Willie Colòn, Ray Barreto, la regina Celia Cruz. Ne stiamo ignorando tanti , ma il mondo della salsa è “la musica” con mille voci e mille volti.

Il segreto della salsa

Il segreto della salsa è nella chiave o meglio “la clave tres/dos” eseguita con due paletti di legno duro, quello della mano destra , il maschio che batte ed a poco a poco scava il paletto femmina nella mano sinistra dalla quale esce il suono, la leggenda vuole che il porto dell’Avana fosse pieno di questi paletti che avevano la funzione di riparare le navi commerciali spagnole erano in un pregiatissimo legno in grado di resistere a tutto compresa l’acqua del mare, e sembra inoltre che la loro sonorità fosse naturalmente ispiratrice di ritmi vivi e sensuali.