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Il Reggaeton la vera "tendenza" musicale del Caribe

Il viaggio nella repubblica dominicana, una bella esperienza condita da tanti interessanti spunti musicali dei quali intendo parlarvi in questo intervento dedicato al reggaeton, una vera e propria scoperta per alcuni versi sconvolgente.

Senza aver ancora smaltito i bagordi pasquali, eccomi arrivato a Santo Domingo, la capitale di quel frenetico paese che è la Repùblica Dominicana.

Per la verità la frenesia è legata in particolare alla costante presenza di musica, ogni angolo, ogni luogo, ogni occasione è buona per “sparare” (e non datemi dell’esagerato), musica ad altissimo volume nelle orecchie di tutti che volenti o nolenti dopo un po’ hanno il naturale istinto di canticchiare le strofe di questi brani più o meno coinvolgenti.

Presa coscienza di questa presenza musicale in ogni aspetto del quotidiano Dominicano, arriva il momento di parlare delle serate discotecare trascorse tra La Romana e Las Terrenas, queste due località sono state un vero ed accogliente spaccato sui gusti musicali di quella splendida gente che ha animato le mie serate e quelle dei miei compagni di viaggio.

Per un innamorato cronico della salsa, non ballerino (perchè questo sono), abituarsi all’idea di non sentirne praticamente mai  all’inizio non è stato facile, ma in fondo ho preso coscienza di trovarmi nella patria di Merengue e Bachata, ed è proprio vero (dedicherò prestissimo un intervento a queste due sonorità).

Ma la cosa più stupefacente è stata l’incessante presenza del Reggaeton, in Italia è un fenomeno ancora marginale, si può ricordare solo nell’estate 2003 il buon successo di Lorna con “Papi Chulo”. Qui gli artisti più conosciuti hanno altri nomi, in assoluto il portoricano Tego Calderòn (anche grande timbalero), il grande Don Omar che con l’irresistibile “Dale Don Dale” è il vero tormentone dell’isola e comincia a girare anche da noi, ma poi ancora Wisin, Eddie Dee e tanti altri ancora.

Una vera tribù di artisti nati dalla strada e dalla fusione tra la tradizione rapper americana, ragamuffin, e sonorità latine più tradizionali. I testi delle canzoni sono estremamente “duri”, affondano nel sociale, nel disagio, nella profonda ed esplicita carnalità del rapporto uomo donna, senza barriere e senza troppi giri di parole, in vero stile Hip Hop. Il linguaggio è “vero” da alcuni considerato volgare, ma lo sappiamo anche da esperienza nostrane, che questa veracità è la caratteristica principale di un movimento musicale molto diretto e senza fronzoli.

Un costante martellamento di percussioni che spinge a partecipare ed a muoversi, ed è qui che cominciano i problemi, l’interpretazione danzata del reggaeton è quanto di più esplicito e sensuale esista, immaginate di dover strusciare le proprie parti più sensibili (capisci a me) su corpi in movimento di belle ragazze dominicane, al principio è stato estremamente difficile, quasi imbarazzante direi il dover mimare nel ballo un vero e proprio atto sessuale con persone appena incontrate in pista.

Ma dopo qualche giorno come si suol dire ci si fa il callo :) ed è stato davvero tanto divertente superare le mie tare e lasciarmi trascinare da questi ritmi davvero tanto popolari e veri. Un ballo che non ha bisogno di scuole, una libera interpretazione hard, potrebbe essere la definizione più calzante.

Concludo con una considerazione, credo che dalle nostre parti il modo in cui si vive il Reggaeton da Santo Dominco a Portorico sarebbe considerato a dir poco osceno e per questo difficilmente si vedrà pari pari, ma non fatevi fregare dai pregiudizi, e fatevi un bel viaggetto, vi divertirete e vi stupirete, prendetelo come un augurio personale.