
Quando viaggiamo per l’amatissima Spagna, ci troveremo spesso a voler mettere alla prova la nostra conoscenza linguistica, la facilità di comunicazione, una sonorità “familiare” e, perchè no, lo studio scolastico più o meno approfondito.
In questi incontri sarà piacevole confrontarsi e superare il naturale imbarazzo di pronunciare qualche parola, ed allora la fatidica domanda ci sarà posta:”¿Què bueno, hablas castellano?”, ed in questa domanda tutta la forza di un paese che ha da sempre difeso il multiculturalismo e le differenze linguistiche.
In tutto il mondo si parla di “Spagnolo” o meglio “español”, ma in realtà per un abitante della Spagna non esiste la lingua spagnola, esistono invece le diverse lingue parlate in Spagna. Non è una questione di sfumature, si tratta semplicemente della vera situazione di un paese vicinissimo ma per certi versi sconosciuto.
Quella che comunemente noi definiamo “Lingua Spagnola” e che viene insegnata in Italia e nel mondo, e che io immodestamente mi onoro di diffondere attraverso SuperEva, altro non è che il Castellano, originario della regione di Castilla-La Mancha, ed è la lingua ufficiale dello Stato Spagnolo come recita l’articolo 3 della Costituzione.
El castellano es la lengua oficial del Estado español. Todos los españoles tienen el deber de conocerla y el derecho de usarla.
Las otras lenguas españolas serán también oficiales en sus respectivas Comunidades Autónomas y de acuerdo con sus Estatutos.
La riqueza de las diferentes variantes lingüísticas de España es una herencia cultural que será objeto de respeto y protección especial.
Ed in questo articolo c’è tutto lo spirito di profondo rispetto delle proprie radici, vi consiglio di leggere un po’ di storia di Spagna (alcune parti interessanti sono anche nel mio spazio), che hanno portato dal periodo romano, alla reconquista ad un consolidamento di diverse culture che non sempre hanno punti di incontro nel paese.
Ed allora vediamo un po’ a seconda delle regioni quali siano le lingue della Spagna.
Del Castellano abbiamo già parlato, possiamo definirlo un codice nazionale, una sorta di punto d’incontro.
Segue come diffusione il Catalano, lingua romanza, parlata in tutta la regione definita Catalunya e nelle Isole Baleari, ha avuto una ricchissima storia letteraria , grazie alla posizione geografica che esponeva quella zona alle dirette influenze della Provenza, sino a tutto il 17° secolo è stata una cultura fiorente e forte ad essere rappresentata dal catalano, e dopo un breve periodo di “appannamento” è tornata più forte che mai grazie alla Renaxença.
Per noi italiani , il catalano è una vera sorpresa, sia da un punto di vista fonetico che grafico, con maggiori affinità rispetto al Castellano, e proprio a chi dovesse recarsi a Barcelona, consiglio di provare a parlare solo in Italiano state a vedere…..
Il Catalano nella regione di Valencia prende il nome di Valenciano.
L’influenza del Catalano è molto forte, viene parlato in molte zone della Francia, ad Andorra e persino in alcune zone della Sardegna.
La lengua Vasca o Euskera, è un vero rompicapo anche per i suoi studiosi, nessuno infatti può, con certezza assoluta, definirne le origini e lo sviluppo, uniche certezze, la sua origine “(Asia Minore) e l’arrivo in terra di Spagna nella tarda età del bronzo.
La sua caratteristica principale è nella sua unicità, nell’assoluta assenza di punti di unione con le altre lingue della penisola iberica, un suono speciale ed affascinante, ricordo un viaggio a San Sebastiàn e Bilbao dove tutto, condizioni metereologiche comprese, spingevano a pensare di essere altrove non certo nell’assolatissima Spagna.
L’Euskera è parlato nel nord del paese, Guipúzcoa, Vizcaya, Navarra e sui Pirenei francesi
Il Gallego è invece una lingua, per ragioni geografiche, molto affine al Portoghese, al quale ha dato origine. Nato in Galizia è diventato ad un certo punto una lingua colta e piena di letteratura fiorente.
Sono circa due milioni coloro che utilizzano il Gallego, che oltre che in Galizia è diffuso anche nelle regioni delle Asturie e Castilla - Leòn.
Esistono anche altre piccole entità linguistiche nella Spagna moderna, ma va sottolineato come, solo questi grandi elementi di cui ho appena scritto, siano riusciti a superare il periodo Franchista, nel quale l’uniformità linguistica era un obbiettivo di regime, tutto ciò che non era Castellano riuscì a sopravvivere solo grazie all’utilizzo radicato nel popolo e nelle famiglie, come fossero semplici dialetti.
Con il ritorno sul trono della famiglia Borbone nella figura di Juan Carlos secondo, la nuova costituzione, è diventata scudo in difesa delle lingue e della storia di Spagna.

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